MERANO. La musica rock abbandona il campo sportivo Lahn lungo la variante per Scena e lascia al solo comitato organizzatore eventi per Emergency il difficile compito di tenere alta la bandiera dei concerti dal vivo a Merano. Con un comunicato diffuso sui social media, gli organizzatori delle prime quattordici edizioni di “Rock the Lahn” l’altro giorno hanno annunciato di aver rinunciato a organizzare l’edizione numero quindici, solitamente il secondo fine settimana del mese di giugno.
Le motivazioni che hanno spinto il gruppo di sedici amici ad alzare bandiera bianca sono il crescente disinteresse degli sponsor e degli enti pubblici per le manifestazioni di musica dal vivo, i costi crescenti, le responsabilità sempre maggiori e i rischi a carico degli organizzatori. Dal 2004 “Rock the Lahn” ha ospitato nel mese di giugno a Merano 102 band, alcune anche molto famose e soprattutto ha fatto divertire e ballare trentamila spettatori.
La decisione, che ai più appare come un fulmine a ciel sereno, è stata a lungo meditata dagli organizzatori e della decine di volontari che ogni anno con il loro lavoro hanno contribuito alla riuscita dell’evento musicale. Delle difficoltà che l’organizzazione di eventi di musica dal vivo comportano sanno qualcosa i componenti del comitato per Emergency, che a loro volta da sedici anni organizzano l’open air più importante in termini di giornate di evento e di pubblico presente a Merano. Il music aid pro Emergency lo scorso anno era stato organizzato per la prima volta nell’area ex segheria Haller, pagando un canone di affitto ad Alperia proprietaria del terreno. Ma il festival musicale nel corso degli anni ha continuato a cambiare collocazione: nei primi anni al Pidocchietto di via San Giuseppe, poi per due anni alla caserma Rossi di via Palade, 2 volte al Foro Boario prima della ripavimentazione e per due anni al parcheggio di via Bersaglio oggi adattato per ospitare un’area camper.
A differenza del gruppo di amici di “Rock the Lahn”, il comitato organizzatore eventi pro Emergency ha intenzione anche per il 2018 di riorganizzare il festival musicale d’agosto. Dipenderà nuovamente dalla disponibilità di un’area adatta: ora l’ex segheria Haller di via Scuderie è in parte occupata da un deposito di casse, probabilmente appartenenti a una cooperativa di frutticoltura.
Ma a differenza di “Rock the Lahn”, gli organizzatori di Emergency sono sempre riusciti a far quadrare i conti, devolvendo il netto dell’incasso dei festival alle attività di supporto agli ospedali che l’associazione guidata da Gino Strada gestisce nelle zone di guerra del mondo, soprattutto grazie al fatto che artisti e volontari hanno prestato sempre la loro attività gratuitamente. Pagare gruppi musicali come al campo Lahn diventa per gli organizzatori di questo tipo di eventi sempre più insostenibile.
Gli organizzatori di Emergency per il 2018 puntano a diluire il festival musicale su due fine settimana, con musica rock, blues e reggae sul grande palco nei due fine settimana e spettacoli teatrali, giochi di fuoco, circo, esibizione di funamboli e musica acustica durante le sere della settimana, sempre con bar e ristorazione in funzione. Ma ovviamente di concreto oggi per agosto non c’è ancora nulla, se non la determinazione nel voler proseguire con l’unico evento di musica dal vivo gratuita che resta per Merano.
Le motivazioni che hanno spinto il gruppo di sedici amici ad alzare bandiera bianca sono il crescente disinteresse degli sponsor e degli enti pubblici per le manifestazioni di musica dal vivo, i costi crescenti, le responsabilità sempre maggiori e i rischi a carico degli organizzatori. Dal 2004 “Rock the Lahn” ha ospitato nel mese di giugno a Merano 102 band, alcune anche molto famose e soprattutto ha fatto divertire e ballare trentamila spettatori.
La decisione, che ai più appare come un fulmine a ciel sereno, è stata a lungo meditata dagli organizzatori e della decine di volontari che ogni anno con il loro lavoro hanno contribuito alla riuscita dell’evento musicale. Delle difficoltà che l’organizzazione di eventi di musica dal vivo comportano sanno qualcosa i componenti del comitato per Emergency, che a loro volta da sedici anni organizzano l’open air più importante in termini di giornate di evento e di pubblico presente a Merano. Il music aid pro Emergency lo scorso anno era stato organizzato per la prima volta nell’area ex segheria Haller, pagando un canone di affitto ad Alperia proprietaria del terreno. Ma il festival musicale nel corso degli anni ha continuato a cambiare collocazione: nei primi anni al Pidocchietto di via San Giuseppe, poi per due anni alla caserma Rossi di via Palade, 2 volte al Foro Boario prima della ripavimentazione e per due anni al parcheggio di via Bersaglio oggi adattato per ospitare un’area camper.
A differenza del gruppo di amici di “Rock the Lahn”, il comitato organizzatore eventi pro Emergency ha intenzione anche per il 2018 di riorganizzare il festival musicale d’agosto. Dipenderà nuovamente dalla disponibilità di un’area adatta: ora l’ex segheria Haller di via Scuderie è in parte occupata da un deposito di casse, probabilmente appartenenti a una cooperativa di frutticoltura.
Ma a differenza di “Rock the Lahn”, gli organizzatori di Emergency sono sempre riusciti a far quadrare i conti, devolvendo il netto dell’incasso dei festival alle attività di supporto agli ospedali che l’associazione guidata da Gino Strada gestisce nelle zone di guerra del mondo, soprattutto grazie al fatto che artisti e volontari hanno prestato sempre la loro attività gratuitamente. Pagare gruppi musicali come al campo Lahn diventa per gli organizzatori di questo tipo di eventi sempre più insostenibile.
Gli organizzatori di Emergency per il 2018 puntano a diluire il festival musicale su due fine settimana, con musica rock, blues e reggae sul grande palco nei due fine settimana e spettacoli teatrali, giochi di fuoco, circo, esibizione di funamboli e musica acustica durante le sere della settimana, sempre con bar e ristorazione in funzione. Ma ovviamente di concreto oggi per agosto non c’è ancora nulla, se non la determinazione nel voler proseguire con l’unico evento di musica dal vivo gratuita che resta per Merano.

