LACES. Domani, 12 aprile, ricorre il 5° anniversario dell'incidente ferroviario della Val Venosta. A causa di una frana caduta fra le stazioni di Laces e di Castelbello, morirono 9 persone e 27 furono i feriti, alcuni dei quali anche gravi. La pratica degli indennizzi assicurativi si è conclusa di recente, alle famiglie dei morti e dei superstiti è stato consegnato anche un contributo notevole arrivato dallo Stato.

Per la giunta provinciale l'evento costituisce uno dei capitoli più tragici della recente storia dell'Alto Adige. L'assessore ai trasporti Mussner ricorda così la tragedia: “Il 12 aprile rimarrà una giornata triste per la ferrovia della Val Venosta e per l’Alto Adige”. In concomitanza con la ricorrenza, domani 12 aprile, del quinto anniversario dell'incidente ferroviario della Val Venosta, l'assessore Mussner sottolinea come si tratti di un evento che «ancora ci colpisce tutti profondamente». L'assessore invita i cittadini a ricordare le vittime della tragedia tenendole presenti nel cuore domenica prossima, stando così vicini nel ricordo ai loro congiunti. Domani i treni della Sad alle ore 9, ora in cui si verificò l'incidente, emetteranno un segnale acustico in ricordo delle vittime. Il tragico incidente si verificò quando un treno della ferrovia venostana, in località "Latschander", tra Calstelbello e Laces, fu travolto da una frana di terra e fango. Sul luogo vi è una stele in ricordo della tragedia. È scontato che presso la stele domani vi sarà il solito pellegrinaggio dei parenti e degli amici delle vittime e dei feriti. Ognuno di loro deporrà un fiore ed un lumino e sosterrà in preghiera.

La Provincia non ha pensato di organizzare un pensiero pubblico in ricordo delle vittime. L'unica iniziativa, un anno dopo la tragedia, venne organizzata, il 12 aprile 2011, quando la strage del treno venne ricordata con l'inaugurazione della stele in marmo bianco di Lasa, sulla quale sono scritti i nomi delle nove vittime.

Di recente, come richiesto dalla Procura, il tribunale ha disposto una super perizia per cercare di individuare con certezza le cause della rottura della valvola dell'impianto di irrigazione del consorzio che portarono alla sciagura del treno della val Venosta. In particolare il giudice ritiene necessario stabilire se effettivamente la valvola in questione si fosse rotta due volte prima della sciagura e fosse stata aggiusta con del mastice invece che procedere alla sua completa sostituzione.