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SENALES. La concessione per la gestione nei prossimi undici anni della seggiovia triposto “Gletschersee II” sul ghiacciaio della val Senales finisce sul tavolo dei giudici della Corte costituzionale. Non si tratta di uno scherzo, ma di un provvedimento preso dai giudici del Tar di Bolzano, che hanno chiesto di chiarire una norma che lascia dubbi interpretativi sul fatto che un impianto di risalita rappresenti un servizio pubblico ad uso turistico ricreativo e sportivo oppure un servizio pubblico generale. Su questa sottile differenza infatti si basa il ricorso presentato ormai un anno e mezzo fa dalla Elpis Srl, società che si era vista negare la possibilità di accedere alla gara per la gestione di quella seggiovia triposto sui ghiacciai della val Senales. L’impianto di risalita è una struttura gestita da privati su terreno appartenente al patrimonio indisponibile della Provincia. La stessa Provincia aveva assegnato la gestione alle Funivie Senales Spa senza percorrere la strada della gara. La Elpis Srl a gennaio 2017 decide di rivolgersi all’Autorità nazionale garante per la concorrenza e il mercato sostenendo che “non aveva potuto partecipare alle gare – così si legge nell’ordinanza del Tar – perché le stesse non vengono bandite, ma sostituite da un sistema opaco di rinnovi concentrati sulle società attualmente concessionate”. Un’accusa pesante alla quale la Provincia controbatte le proprie ragioni. Al Garante per la concorrenza e il mercato però le giustificazioni non bastano e porta l’assegnazione della gestione della seggiovia triposto della val Senales al Tar. I giudici, dopo aver esaminato l’intera questione, però decidono di sospendere il giudizio e di chiedere un parere alla Corte costituzionale. Il Tar “dubita della conformità degli articoli 44 e 45 della legge provinciale numero 10 del 2018 – si legge sempre nel testo dell’ordinanza – con la quale viene sottratto alle regole di evidenza pubblica l’affidamento del servizio economico di interesse generale” e ritiene che l’affidamento della gestione dell’impianto sia da ricondurre alla tipologia di concessione di servizi pubblici, da effettuare quindi con gara. Tutto per ora è congelato in attesa che la Corte costituzionale si esprima.


