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MERANO. La storia di Sinigo è sempre stata strettamente legata alle vicende della Memc. Vale la pena ricordare che, a partire dall’annessione dell’Alto Adige all’Italia nel 1919, la frazione meranese è stata scenario del più significativo processo di italianizzazione del territorio sudtirolese. Un processo iniziato dal governo Giolitti e continuato da Mussolini. “Borgo Vittoria servirà a regolare e concentrare l’attività schiettamente italiana degli agricoltori già sistemati dall’Opera nazionale combattenti nei 600 ettari di sua proprietà, da Sinigo a Castel Verruca e lungo Rio Nova”. Era il 1929 e la rivista “Archivio per l’Alto Adige” spiegava in questo modo il processo di italianizzazione di Sinigo. Verso la fine degli anni Venti, la borgata alla periferia di Merano diventa quindi fulcro della politica fascista. Ad arrivare in una zona ancora parzialmente paludosa, la cosiddetta “Marano tedesca”, sono famiglie provenienti da tutto il Triveneto. Un arrivo mal digerito dalla popolazione locale di lingua tedesca, con la quale gli immigrati italiani faticavano a stabilire un rapporto. Ad ogni modo, Sinnich-Sinigo nasce ufficialmente il 4 settembre 1923, quando per conto della Montecatini l’ingegner Omodeo firma il contratto che prevede la costruzione dell’omonima fabbrica di prodotti chimici. La zona di Sinigo non era la prima scelta per la realizzazione di questo complesso. In un primo momento si pensò alla zona che attualmente ospita la stazione di Maia Bassa. Dure furono le proteste della Merano benestante, compresi alcuni meranesi di lingua italiana. Proteste spente da una dichiarazione dell’ing. Guido Donegani, presidente e fondatore della Montecatini, che rassicurò tutti spiegando che il numero degli addetti non avrebbe superato le 150 unità e che la fabbrica non avrebbe prodotto fumi, odori di azoto o rumori. Già nell’autunno del 1925 la centrale inizia a funzionare, soprattutto grazie allo sfruttamento della Centrale di Tel. Il tutto in una fabbrica dove le condizioni di lavoro sono simili a quelle delle miniere della Guyana. Nonostante questo, nella fabbrica di Sinigo vengono compiute importanti sperimentazioni, anche ad opera di scienziati come Giacomo Fauser e Giulio Natta. Con la costruzione della fabbrica inizia anche la realizzazione delle case per i suoi dipendenti, assegnate in base alla posizione all’interno della fabbrica, nella quale è presente una cooperativa aziendale per gli acquisti a credito e un ambulatorio medico per i dipendenti e famiglie. Per favorire la vita sociale di quello che veniva chiamato “Villaggio Montecatini”, nel 1938 viene inaugurato da Mussolini il dopolavoro ferroviario, dotato di un campo da calcio e di una squadra che per diversi anni partecipa al campionato nazionale di serie C. Tra i suoi giocatori, mister Bradaschia, che più di una volta ricordò quegli anni e le partite tra i dipendenti della fabbrica e la squadra composta dalle SS in servizio nel lager di Bolzano che dal 1944 ebbe anche un sottocampo di lavoro a Merano. (j.m.)


