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BOLZANO. Da vent'anni, ogni giovedì sera, tolgono la giacca o la tuta da lavoro e indossano la maglia della Sol Invictus Bolzano per giocare a calcetto. Sono quindici amici, di età compresa tra i 45 e i 50 anni, che da due decenni coltivano la passione per il calcio, sempre con la stessa squadra e lo stesso gruppo, almeno una volta a settimana.
Il 18 settembre è iniziato il campionato Over 30 della Uisp, che si gioca nei campi dello Sport City in via Maso della Pieve a Bolzano, al quale partecipano da dieci anni consecutivi. Sono amatori, ma prendono l'impegno sportivo sul serio, perché in palio non c'è solo la vittoria, ma soprattutto la contagiosa passione per il pallone, cementata dall'amicizia che li lega fin da quando erano tutti giovani e scapoli.
«Oggi siamo sposati e genitori - racconta Alessandro Perli, detto Pex, portiere e presidente della squadra - Facciamo i salti mortali per portare avanti ancora questa nostra passione, nonostante tutti gli impegni di famiglia e lavoro». La squadra è composta da professionisti, medici, notai, commercianti, operai, ma «quando siamo nello spogliatoio e indossiamo la maglietta giallo-nera crociata torniamo ad essere tutti ventenni», o quasi, dato che l'età si fa sentire e l'esperienza da sola non basta per vincere i tornei.
«In dieci anni, soltanto due anni fa siamo arrivati in finale - ammette il presidente -. Non abbiamo mai vinto il torneo, ma ogni anno comunque vinciamo noi, perché abbiamo creato un clima di amicizia e spensieratezza che anche i vincitori ci invidiano». Sono la squadra con l'età media più alta del torneo e anche la più longeva tra le amatoriali dell'Alto Adige. «Ci autogestiamo e ci autofinanziamo, con l'aiuto anche di qualche sponsor, non solo per la squadra ma anche per le altre attività che organizziamo, come il family day, una giornata in cui ci incontriamo tutti con mogli e figli, oppure la tre giorni di In tenda con papà, quando usciamo a fare campeggio portando soltanto i nostri figli».
A tutto questo non manca il sito internet e nemmeno il merchandising. Il nome e i colori della squadra, infatti, come un marchio, sono stati stampati su magliette, asciugamani da mare, occhiali, carte da gioco. I più richiesti restano i boccali da birra. «Ognuno ha un compito e riveste un ruolo nella società e non soltanto in campo - prosegue Perli - Il capitano della squadra è Roberto Fronzi, mentre il mister è Stefano Malfatti, detto il Profeta, una vera pietra miliare del gruppo: siamo stati noi due, nel 2006, a forgiare la squadra. Il vicepresidente è Simone De Fina, che è anche il creatore del nostro logo». E, come in ogni squadra che si rispetti, non può mancare un direttore sportivo: «Il nostro si chiama Franco Giuseppe».
Amatoriale sì, ma con impegni da professionisti, dato che almeno una volta l'anno c'è la “trasferta internazionale” a Innsbruck. Ogni anno, racconta il presidente-portiere, «veniamo invitati a partecipare al torneo universitario, dove siamo accolti veramente molto bene». Proprio nell'ateneo austriaco Perli si è laureato. Un calendario di appuntamenti che non conosce soste, perché anche d'estate «giochiamo amichevoli con squadre di semiprofessionisti della Serie C». Se la testa resta giovane, le gambe ricordano che non lo si è più così tanto. «Noi però continueremo a giocare e a divertirci finché ce lo permetteranno» sorride Perli.


