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Via libera della Camera alla riforma dello Statuto: ai governatori la responsabilità della tutela di orsi e lupi

Completata la seconda lettura del disegno di legge costituzionale: adesso manca l’ultimo passaggio in Senato. La regione diventa “Trentino-Alto Adige/Südtirol”. Tra le novità la competenza prioritaria sul governo del territorio. Ecco cosa cambia



ROMA. La Camera dei deputati ha dato il via libera, per la seconda volta, al disegno di legge costituzionale di riforma dello statuto del Trentino Alto Adige on 237 voti a favore e 92 astenuti.

Il testo, costituzionale - che necessità di quattro letture - deve tornare al Senato per il via libera definitivo. Il provvedimento modifica, tra l'altro, la denominazione della Regione contenuta nello Statuto: dall'attuale "Regione Trentino-Alto Adige" a "Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol".

Qualifica le Province come "autonome" e interviene sui limiti che la Regione deve rispettare nell'ambito delle proprie potestà legislative, rispettivamente, esclusiva e concorrente.

Tra le novità la competenza prioritaria sul governo del territorio ma anche sulla gestione della fauna selvatica, compresa la responsabilità dei presidenti in materia di tutela di orsi e lupi.

Per il relatore di maggioranza Alessandro Urzì (Fdi) la riforma dello Statuto d'autonomia del Trentino Alto Adige è un testo capace di coniugare le esigenze delle diverse componenti del territorio, incluse per la prima volta "le richieste puntuali della componente italiana".

Secondo Urzì, la riforma proietta l'autonomia verso il futuro liberandola da "appesantimenti antistorici".

Tra le principali novità figurano la riduzione da quattro a due degli anni di residenza obbligatoria per il diritto di voto, l'introduzione della residenza storica e nuove clausole di garanzia per l'equilibrio tra i gruppi linguistici nelle giunte provinciali. È stato inoltre rimosso il divieto per un consigliere unico dei gruppi italiano o ladino di ricoprire la carica di assessore nei comuni. L'intervento mira anche a ridurre i contenziosi davanti alla Corte Costituzionale definendo con maggiore chiarezza le prerogative di Stato e Autonomia.













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