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BOLZANO. È definitiva la condanna a 12 anni inflitta, a marzo, al quarantenne residente in Alto Adige accusato di detenzione, diffusione e realizzazione di materiale pedopornografico e di violenza sessuale aggravata nei confronti del figlio neonato. Dopo il processo, che si è celebrato con il rito abbreviato davanti alla Corte d'Assise di Bolzano, l'uomo ha scelto di rinunciare al processo d'appello, il che gli consentirà di beneficiare dello sconto di un sesto della pena che sconterà nel carcere di Trento dove è recluso da due anni.
L'indagine, coordinata dalla Procura distrettuale di Trento, era scattata dopo una segnalazione delle autorità statunitensi per materiale pedopornografico pubblicato su TikTok. La polizia postale italiana era risalita all'identità dell'autore che era stato arrestato. Gli era stata contestata la produzione di 12 video e due foto, girati tra il 2020 e il 2023.
Il primo processo a carico del quarantenne, al tribunale di Bolzano, si era concluso con una condanna a 10 anni, con rito abbreviato. L'avvocato difensore, Giuseppe Pontrelli, aveva però impugnato la sentenza in Cassazione, che aveva stabilito come il processo fosse da rifare, in quanto l'organo competente non era il tribunale in composizione collegiale, ma la Corte d'Assise.


