BOLZANO. Sono 838 le donne che nel 2025 hanno intrapreso un percorso di uscita dalla violenza in Alto Adige, sei in più rispetto al 2024. Di queste, 505 si sono rivolte per la prima volta ai centri antiviolenza, mentre 333 erano già seguite negli anni precedenti. È quanto emerge dal rapporto diffuso oggi, 16 ottobre, dall’Astat, l’Istituto provinciale di statistica.

La forma di abuso più diffusa è la violenza psicologica, denunciata dall’89% delle donne, seguita da quella fisica (63%). Lo stalking interessa il 15% dei casi, mentre la violenza economica è aumentata di tre punti percentuali rispetto al 2024. Il 58% delle donne assistite ha tra i 30 e i 49 anni. Nella maggioranza dei casi il responsabile appartiene alla sfera affettiva: il 59% è il partner attuale e il 27% l’ex partner. Nel 60% dei casi l’autore della violenza ha cittadinanza italiana.

Particolarmente significativo il dato sulle donne che lasciano le strutture protette: il 27% torna nell’abitazione precedentemente condivisa con il maltrattante. Il 20% viene trasferito in altre strutture e il 19% trova una nuova casa in affitto. Nel corso del 2025 le cinque strutture residenziali altoatesine hanno accolto 172 donne e 137 figli, attraverso una rete che dispone di 38 appartamenti a indirizzo segreto e 106 posti letto.

Cresce intanto l’attività dei centri antiviolenza, che hanno erogato 9.876 prestazioni, il 22,3% in più rispetto al 2024. Le consulenze telefoniche sono salite a 5.123, quelle in presenza a 3.146. Aumentano anche le chiamate al 1522, il numero nazionale antiviolenza e stalking: in Alto Adige sono state 67 nel 2025, contro le 38 dell’anno precedente, con un incremento del 76,3%.