BOLZANO. La questura di Bolzano ha allestito oggi (26 novembre) un gazebo in piazza Walther dove ha distribuito la brochure “Questo non è amore”, elaborata dalla Direzione Centrale Anticrimine della Polizia in occasione della Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne. Con questo progetto la Polizia di Stato rinnova il proprio impegno a sensibilizzare, in modo semplice e lineare, le vittime di violenza, nella convinzione che la lettura delle storie raccontate nella brochure, tutte tristemente vere, rappresenti uno stimolo a chiedere aiuto e a denunciare.

Sono numerose, infatti, sono le donne vittime di reati di genere che quotidianamente arrivano negli Uffici di Polizia per denunciare le violenze subìte, in moltissimi casi all’interno delle mura domestiche.

Sul fronte della prevenzione continua ad essere l’ammonimento del questore il provvedimento più efficace: nel 2024 sono stati 66 (di cui 62 per violenza domestica) contro i 28 del 2023 e i 24 del 2022. Si tratta – ricorda la questura – di una misura di prevenzione che può essere adottata dal questore su istanza della vittima, per stalking o revenge porn e mira a interrompere le condotte dell’autore anche in assenza di un procedimento penale. Consiste nell’intimazione all’autore ad astenersi dal commettere ulteriori atti di molestia, minaccia, violenza o intrusione nella vita altrui. Nei casi di violenza domestica può essere adottato d’iniziativa del questore anche senza istanza della vittima.  L’istanza da parte della vittima o la segnalazione da parte di terze persone, possono essere presentate in qualunque ufficio della Polizia di Stato o dell’Arma dei Carabinieri.

Un importante e ben strutturato percorso di recupero predisposto per gli uomini maltrattanti, per coloro che agiscono violenza senza ancora sfociare in un reato più grave che richiede un intervento di Polizia Giudiziaria, è rappresentato dal “Protocollo Zeus”: un percorso per assumere la consapevolezza del disvalore insito nei comportamenti violenti e prevaricatori, una strada efficace per gestire la rabbia sfociata in atti persecutori. La Questura di Bolzano ne ha sottoscritti due, uno con la Caritas e l’altro con il CIPM Triveneto (Centro Italiano Per la Mediazione).