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BADIA/VILLANDRO. Stretta sui voli turistici: la Provincia contesta la zona «Moritzino», nel comune di Badia, e l’Alpe di Villandro, riconosciute dall’Enac ma non dalle autorità provinciali. Nell’attesa di una legge provinciale costruita sulla base delle nuove competenze autonomistiche, il presidente provinciale Arno Kompatscher ha inoltrato lo scorso 11 maggio una contestazione all’Enac, l’autorità unica dell’aviazione civile, con la quale chiede di revocare l’autorizzazione di elisuperfici concessa per area Moritzino e Alpe di Villandro. La notizia emerge ora dalla risposta dell’assessore Daniel Alfreider a una interrogazione della capogruppo dei Verdi nel consiglio provinciale Brigitte Foppa sulle zone autorizzate come eliporti sopra i 1.600 metri di quota.
Cinque sanzioni nel 2026
Che siano servizio «esclusivo» di qualche agenzia, fenomeno social o semplice esperienza fuori dall’ordinario, i voli turistici sulle Dolomiti non sono una novità e non sono vietati, se si rispettano le prescrizioni a tutela dell’ambiente. Ma c’è sempre qualcuno che forza i divieti e vola alle quote più elevate o in aree protette. «Indipendentemente da una autorizzazione unilaterale o dalle tempistiche previste dall’Enac per la revoca, si applica la legge provinciale secondo la quale l’utilizzo o l’attività di volo, anche in relazione all’area Moritzino e all’Alpe di Villandro, sono soggetti a sanzioni da parte delle autorità provinciali, a meno che non rientrino nelle eccezioni consentite (ad esempio, il trasporto di materiali) al divieto di volo oltre i 1600 metri», dichiara Alfreider. Solo nel 2026, il corpo forestale ha elevato cinque sanzioni nell’area Moritzino.
«Dal 2018 sono riconosciuti come “superfici di atterraggio permanenti” sopra i 1.600 metri di quota cinque corridoi di sorvolo: monte Spico, Plan de Corones, Seceda, passo Gardena e Maso Corto», spiega Alfreider, «Nel 2024 e nel 2025 sono state autorizzate unilateralmente dall’Enac l’area Moritzino e l’Alpe di Villandro». Di contro, la Provincia contesta queste ultime due superfici.
Le nuove competenze
È stata Brigitte Foppa a promuovere la mozione approvata dal Consiglio nei giorni scorsi che chiede di sollecitare Parlamento e governo nell’attribuire alla Provincia la competenza per l’individuazione delle aree di atterraggio per elicotteri o, quantomeno, a garantire alla stessa Provincia il diritto di veto nell’individuazione di tali aree.
Ed è proprio nel solco della riforma statutaria che si inserisce il lavoro del tavolo tecnico della Provincia attorno al quale ripartizioni e uffici studiano una nuova legge provinciale. Come evidenzia Martin Vallazza, direttore del Dipartimento Infrastrutture e mobilità della Provincia, «C’è la volontà politica di rafforzare la nostra posizione, in presenza di nuove competenze derivanti dalla riforma dello Statuto. Si lavora in un gruppo trasversale». Nell’attesa dell’elaborazione di una nuova legge provinciale, si applica quella del 1997, con sanzioni amministrative dai 1.000 ai 6.000 euro, raddoppiate nel caso di recidiva.
Cosa prevede la legge
La legge provinciale n. 15 del 1997 vieta il decollo, l’atterraggio e il sorvolo di zone protette con velivoli a motore, anche per volo da diporto o sportivo, per tutelare l’ambiente naturale e difenderlo dall’inquinamento acustico. Riguarda in particolare determinate aree del territorio provinciale, tra le quali le zone sottoposte a vincolo paesaggistico e quelle sopra i 1.600 metri di altitudine. La giunta provinciale stabilisce con regolamento alcune eccezioni, ad esempio per i servizi aerei di forze armate e di polizia, per Protezione civile, Soccorso alpino e soccorso sanitario e per il trasporto di materiali. In nessun caso sono consentiti voli per l’eliski.


