BOLZANO. Sostegni all’autonomia e all’assistenza legale per le donne vittime di violenza, coordinamento tra assegno di inclusione e contributi provinciali, contributi per le spese di affitto e di utenze dei profughi ucraini e sussidi per le persone separate o divorziate in particolari condizioni; Sono alcuni degli ambiti di assistenza sociale e del relativo Regolamento per cui la Giunta provinciale nella seduta di oggi, 5 settembre, ha approvato alcune modifiche. Le modifiche, comunica la Provincia, si sono rese note “come risposta ai cambiamenti in atto sia a livello provinciale che a livello nazionale”.

Tra le modifiche apportate oggi rientrano gli aiuti destinati alle donne che affrontano situazioni di violenza e maltrattamenti.

Il sostegno all’autonomia.

Il "sostegno all'autonomia" (reddito di libertà) è stato introdotto a livello nazionale alla fine del 2021 e può essere richiesto anche in Alto Adige tramite il Distretto sociale competente. Il contributo è cumulabile con altre prestazioni dell'assistenza economica sociale provinciale; è disponibile per le vittime di violenza che non vivono (o non vivono più) in strutture residenziali offerte dal Servizio di accoglienza per le donne, ma che sono supportate da un Centro anti-violenza provinciale. Il beneficio ammonta a 400 euro e viene erogato per una durata di 12 mesi.

Assistenza legale alle donne vittime di violenza e abusi.

Un'altra prestazione di assistenza economica sociale per le donne vittime di violenza è stata poi introdotta a livello locale: in attuazione della legge provinciale "Interventi di prevenzione e contrasto della violenza di genere e di sostegno alle donne e ai loro figli e figlie" (LG 13/2021) viene introdotto il "Contributo di solidarietà per l'assistenza legale alle donne vittime di violenza e abusi". Un sostegno economico che ha l'obiettivo di aiutare le vittime di violenza ad accedere ad un affiancamento giuridico indipendentemente dalla loro situazione economica.

La scelta tra l’assegno di inclusione e il contributo provinciale.

Dopo che, a livello nazionale, il reddito di cittadinanza è stato sostituito dal nuovo "Assegno di inclusione" è stato necessario apportare adeguamenti anche a livello provinciale perché questo nuovo contributo statale è incompatibile con le prestazioni provinciali di assistenza economica sociale. I richiedenti devono scegliere l'uno o l'altro, come avveniva in precedenza con il reddito di cittadinanza.

In Alto Adige, la domanda per il reddito di cittadinanza è stata piuttosto scarsa: secondo i dati INPS (aggiornati a gennaio 2023) i beneficiari del reddito erano 759 in tutta la provincia (per un confronto, in Trentino i richiedenti erano 6.275).

D'altro canto, più di 2.500 persone ricevono annualmente il reddito minimo sociale per il quale è già stato applicato un aumento del parametro di calcolo "Valore della situazione economica" (VSE) dall'inizio del 2023. Ora è stata introdotta la possibilità di ridurre il contributo in assenza di comprovati sforzi per la ricerca di un impiego.

Profughi della guerra in Ucraina.

Con la modifica al decreto attuativo, viene allargato l'accesso alle prestazioni sociali della Provincia anche alle persone che si trovano in Alto Adige per sfuggire alla guerra in Ucraina. I profughi ucraini possono ora richiedere il contributo per l'affitto e le spese accessorie relative all'abitazione senza dover dimostrare di risiedere in Alto Adige da cinque anni.

Sostegno all’affitto per separati e divorziati.

Ci sono poi novità anche per quanto riguarda il contributo per l'affitto destinato a separati e divorziati. Se vige l'obbligo di versare gli alimenti ai figli o di pagare l'affitto o il mutuo per l'abitazione principale, in futuro si terrà conto di questi elementi in misura maggiore nel calcolo del contributo richiesto per il canone di locazione. Tutti gli adeguamenti verranno applicati alle domande presentate a partire dal 21 ottobre 2023. Nel frattempo saranno adottate tutte le modifiche tecniche e organizzative necessarie.

"Il nostro sistema di assistenza economico-sociale è affidabile e ben strutturato. Si basa sul costante adattamento alle contingenze e agli sviluppi del contesto, in modo che la rete sociale possa esserne rafforzata", sottolinea l'assessora al Sociale, Waltraud Deeg, che ha presentato la delibera. "Il nuovo Piano sociale provinciale 2030 fornisce anche il giusto quadro per poter sviluppare ulteriormente il welfare in modo concreto e lungimirante".