NEW YORK. Dopo Parigi, anche New York. Yeman Crippa firma un’altra pagina storica per l’atletica italiana e chiude al secondo posto la maratona di New York, la più celebre e partecipata del pianeta. Il fuoriclasse trentino delle Fiamme Oro ha coperto i 42,195 chilometri della Grande Mela in 2 ore e 6 minuti, cedendo soltanto allo svedese Andreas Almgren, avversario di lunga data e alla prima esperienza sulla distanza.

Un piazzamento che proietta Crippa nell’élite mondiale della specialità. Il trentino diventa infatti il settimo italiano di sempre sul podio di New York e ottiene il miglior risultato azzurro dal 1996, l’anno del trionfo di Giacomo Leone, ultimo italiano a vincere la gara. L’ultimo podio tricolore risaliva invece al 2021, con il terzo posto di Eyob Faniel.

Alle spalle dell’azzurro, la terza piazza è andata al giovane atleta del Lesotho Kamohelo Lesotho, che proprio oggi compie 21 anni: negli ultimi metri ha avuto la meglio sul keniano Benson Kipruto, vincitore dell’edizione 2025 e rimasto così giù dal podio.

Il risultato di New York arriva al termine di una stagione da incorniciare per Crippa. A febbraio aveva stabilito a Napoli il record italiano della mezza maratona in 59'01", ad aprile aveva conquistato la sua prima maratona, imponendosi a Parigi in 2h05'18". Poi il settimo posto ai Mondiali di mezza maratona di Copenaghen e il bis al Giro al Sas di Trento, ultimo test prima della trasferta americana.

«New York è la maratona delle maratone», aveva detto a inizio ottobre al Festival dello Sport di Trento, confessando il sogno di vincerla. Il successo è sfuggito per un soffio, ma il secondo posto conferma che il trentino è ormai stabilmente tra i migliori maratoneti al mondo.