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Il manovratore e la fune spezzata. Una sopravvissuta e quarantadue corpi senza vita, schiacciati nel vagoncino della funivia del Cermis. Era il tardo pomeriggio di martedì 9 marzo 1976. Quel giorno, alle 17:19, la cabina della funivia, che stava scendendo verso valle, precipitò nel vuoto da un'altezza di circa 200 metri. Il cavo della fune portante era di là dalla valle, conficcato dal colpo di frusta nella terra ghiacciata.
È un prima pagina terribile quella dell’Alto Adige del 10 marzo 1976. Una prima pagina che, chi c’era, la ricorda ancora. Racconta la “prima” tragedia del Cermis. Quel pomeriggio di marzo, forse a causa di un colpo di vento, vi fu l’accavallamento delle funi, la traente sovrapposta alla portante. La “gondola”, stipata di 43 passeggeri, si era bloccata, dondolante, settanta metri dal suolo, sopra la valle dell’Avisio.
Dalla stazione intermedia, al Pian dei Làresi, dove manovrava l’impianto, Carlo Schweizer, 36 anni, aveva telefonato al caposervizio, Aldo Gianmoena. Che cosa doveva fare? “Sarà stato un colpo di vento. Fai scendere la cabina a valle”, gli ordinò. Lui obbedì. Lo sfregamento dei cavi provocò una temperatura di 1.300 gradi e la fusione dei 145 fili di acciaio intrecciati della fune portante che aveva un diametro di 5 centimetri. La gondola rossa precipitò.
A contatto col suolo, il carrello di tre tonnellate si fiondò come un maglio sulla cabina, schiacciandola. Delle 42 vittime, 13 erano italiani, 7 austriaci, 21 tedeschi e uno francese. Vi fu un’unica sopravvissuta, la studentessa milanese Alessandra Piovesana, di 14 anni, con le gambe e il bacino fratturati, schiacciata e protetta dai corpi dei suoi sfortunati compagni di viaggio.
Tra i morti tre giovani della val di Fiemme che lavoravano sull’Alpe Cermis. Ivo Delvai, 21 anni, faceva il manovratore della funivia; Graziano Corradini, da Castello di Fiemme, era addetto allo skilift sulla pista accanto all’Eurhotel. In quell’albergo in quota faceva il cameriere Erwin Bazzanella, 18 anni, da Piscine di Sover.
Carlo Schweizer fu l’unico a pagare con il carcere. Il tumore che lo devastò fino a farlo morire, il 24 luglio 1998, cominciò a germinare probabilmente in quei giorni. Alessandra Piovesana divenne traduttrice e giornalista professionista per la rivista Airone. È morta di tumore l’8 aprile 2009.
Ventidue anni dopo, il 3 febbraio 1998, la seconda strage del Cermis. Un Grumman EA-6B Prowler, un aereo degli Stati Uniti che si esercitava per la guerra elettronica, portò nuovamente la morte. Il Prowler, che volava a bassa quota, col rostro della coda agganciò e tranciò il cavo portante della funivia. Nella cabina c’erano venti persone: nessuno sopravvisse.


