BOLZANO. Che tempi quelli della "Bolzano Estate". Erano i primi anni Ottanta. Sull'onda dell'«Estate romana» inventata dall'assessore alla cultura della capitale Renata Nicolini, anche Bolzano si diede parecchio da fare.

L'estate del 1982, poi, fu davvero fenomenale. Da giugno a luglio vennero a suonare praticamente tutti i più grandi dell'epoca: Frank Zappa, De Gregori, Pino Daniele, De Andrè, Jannacci, i Pooh, Baglioni…

Ma il colpo da novanta fu il concerto diretto dal Maestro Claudio Abbado in Duomo con l'Orchestra giovanile della Comunità europea. Un evento eccezionale, anche perché Bolzano venne inserita tra le uniche due date previste, Vienna e Roma, proprio su insistenza di Abbado.

Abbado vedeva nella nostra città una cerniera straordinaria tra il nord e il sud d'Europa. Fu l'inizio di una collaborazione decennale, i cui frutti germogliano ancora oggi, a undici anni dalla morte del grande direttore d'orchestra. Ma torniamo al concerto in Duomo del 9 agosto 1982. Un successo clamoroso: duemila persone assiepate dentro la cattedrale, altrettante fuori sul sagrato e in piazza Parrocchia per ascoltare la musica dagli altoparlanti. «Il pubblico - riportava il nostro giornale - ha apprezzato con enorme entusiasmo la prestigiosa manifestazione che, detto per inciso, abbiamo avuto grazie alla convinzione di Claudio Abbado che l'Alto Adige rappresenti il ponte tra culture del Nord e del sud Europa. Il cartellone dell'Orchestra giovanile della comunità europea (tutti tra i 14 e 21 anni), selezionati tra quattromila musicisti dei dieci paesi membri (nel 1982, ndr), infatti non prevedeva Bolzano come tappa intermedia tra il concerto di Roma e quello di Vienna. Soddisfatto il pubblico, entusiasti gli esperti di musica per un concerto di elevatissimo contenuto artistico e tecnico. Soddisfatto anche Abbado, che ha apprezzato la sensibilità del pubblico, l'organizzazione (in particolare il palco molto efficiente) e la resa acustica del Duomo che il grande maestro ha giudicato addirittura migliore di altri allestimenti creati allo scopo». Resta il rimpianto per tutto quello che - oltre alla musica classica - riusciva a offrire la "Bolzano Estate" in quegli anni.