BOLZANO. Chissà se qualcuno tra i nostri lettori si riconosce in uno dei bambini della foto qui accanto, pubblicata dal nostro giornale nel novembre del 1956. Gli alunni dell’ultimo anno delle elementari “Dante Alighieri” di Bolzano, ritratti in cortile (alle loro spalle si intravede il pozzo), sfogliano l’ultima edizione del giornalino scolastico stampato con il ciclostile. 

«Questo gruppo di scolari - riporta l’Alto Adige - nel cortile della scuola “Dante Alighieri” non è intento alla lettura di un normale giornale, né è attratto dai titoloni che in questi giorni parlano della tragedia magiara o della guerra per Suez. Stanno leggendo il giornaletto che essi stessi hanno scritto e illustrato. Si tratta infatti di alunni delle classi V della scuola Alighieri che in questi giorni hanno fatto uscire, continuando la lodevole iniziativa dello scorso anno, “Il Campanello”, un interessante periodico stampato col ciclostile e interamente redatto dagli scolari». Mentre l’Italia si ricostruiva e il mondo tremava per la Guerra fredda, nelle aule i ragazzi si mettevano alla prova come redattori, stampatori e illustratori.

Giornalini come "Il Campanello" non erano semplici passatempi. Stampati con i l ciclostile, antenato della fotocopiatrice, permettevano agli alunni di sperimentare. Questi periodici, interamente redatti dagli studenti, celebravano la vita scolastica: i risultati delle partite, i temi più riusciti, o anche solo l'ordinario quotidiano, tenendosi a distanza dai "titoloni" che dominavano i giornali per adulti. Erano una piccola palestra di democrazia.