Chissà se qualche lettore o qualche lettrice di Oltrisarco si ricorda ancora in quale punto esatto di via Claudia Augusta si trovasse l’Osteria del “monco”
Il nome, degno di una bettola del porto di Marsiglia, il locale lo doveva al proprietario a cui mancava, appunto, una mano (all’epoca non si andava per il sottile con il politicamente corretto).

D’altra parte, Oltrisarco - prima, dopo e per alcuni decenni dopo la seconda guerra mondiale - era considerato un rione un po’ turbolento, tanto da guadagnarsi il nomignolo di “Revolver Viertel” (il quartiere delle pistole). Il 28 luglio 1946 succede che, all’Osteria del “monco”, complici un paio di bicchieri di troppo, va in scena una rissa di quelle epiche. Volano botte da orbi, pacche a destra e a manca, maledizioni e promesse di morte. Ma ad avere la peggio è... il paciere: un operaio che si era messo in mezzo per dividere i due litiganti. L’uomo si becca una coltellata all’inguine, interno coscia, nella “regione parascrotale destra”. Roba che poteva lasciarci la pelle.

Puntuale la cronaca sull’Alto Adige: «Ieri sera, poco prima delle 21, nell’osteria denominata del “monco”, due avventori sono venuti a diverbio. Dalle parole sono passati alle mani e, visto che la cosa stava prendendo una brutta piega, un cliente del locale, l’operaio Giovanni Martinelli, di anni 40, ha creduto bene di intervenire per sedare il litigio. Ma purtroppo il paciere si è vista premiata la sua nobile iniziativa con un colpo di coltello vibratogli da uno dei rissanti, tale Domenico Bertolini, di anni 37. Subito soccorso dai presenti, il ferito è stato trasportato immediatamente all’ospedale dove il sanitario gli ha riscontrato una ferita da taglio alla regione parascrotale destra, giudicata guaribile in una decina di giorni, salvo complicazioni. Del feritore si sono curati gli agenti della polizia del traffico, i quali lo hanno fermato in attesa degli accertamenti di legge». LF