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La notizia viene riportata sull’edizione del primo agosto: Andreina Ardizzone Emeri, politica e avvocata, fondatrice del movimento femminista in Alto Adige, è morta improvvisamente a soli 49 anni. Stroncata da un malore mentre, in vacanza in Norvegia, leggeva un libro seduta su una sdraio sulla spiaggia di Hammerfest, in Norvegia. «Inutili i soccorsi - scrive il nostro giornale - prestatile dagli amici bolzanini con cui aveva lasciato giorni fa l’Alto Adige. Un medico, pochi minuti dopo, ha potuto solo accertarne il decesso. L’immatura fine della consigliera regionale della Lista alternativa ha suscitato emozione e cordoglio negli ambienti politici altoatesini. Il nome di Andreina Emeri era legato soprattutto al movimento femminista altoatesino degli ultimi quindici anni, del quale fu sempre protagonista».
Il cordoglio è enorme: Emeri era molto conosciuta per il suo impegno civile e politico. «Con Andreina Emeri - scrive il nostro giornale - scompare una protagonista delle lotte femministe a Bolzano e in regione, che aveva portato nelle file della sinistra alternativa, che si riconosce nella Lista per l'Altro Sudtirolo, un bagaglio di esperienze umane e sociali non comune, una tenace sostenitrice dei diritti delle donne e di una società locale liberata dalle paure e dai condizionamenti della contrapposizione etnica. Sposata con Claudio Emeri, figura di primo piano del PSI bolzanino, avvocata, madre di quattro figli, era nata a Bolzano il primo febbraio del 1936. Il padre, l'ingegnere Delfino Ardizzone, fu per anni consigliere comunale a Bolzano nelle file del MSI. La figlia prese una strada diversa, si impegnò con entusiasmo nella battaglia per i diritti delle donne, fu fra le più attive nel gruppo che nel 1973 fondò a Bolzano la sezione dell'Associazione italiana per l'educazione demografica (AIED, di cui divenne presidente) e il relativo consultorio: sostenne con tutte le sue energie la depenalizzazione dell'aborto. Nelle ultime elezioni regionali aveva accettato la candidatura nella Lista alternativa per l'Altro Sudtirolo ed era stata eletta assieme ad Alexander Langer in Consiglio provinciale, dove aveva interpretato il suo ruolo di opposizione con impegno, tenacia, spesso durezza, senza peraltro mai perdere uno stile di correttezza, serenità ed equilibrio che le avevano procurato anche il rispetto degli avversari».
La sezione dell’Aied di Bolzano porta oggi il suo nome. Per chi volesse approfondire il profilo di questa donna tenace e straordinaria, sul sito del consultorio (www.aiedbz.it) è disponibile gratuitamente la versione digitale del libro “Andreina 1936-1985. Scritti e ricordi”.


