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MERANO. È sinonimo vivente della parola musica, dice sua mamma, Ulrike Ceresara, ex candidata sindaca e oggi consigliera comunale. Così, la 28enne meranese Nina Duschek ha sbancato alle Audition di X Factor, nella puntata andata in onda giovedì sera su Sky, conquistando i quattro «Sì» dei giudici. Rolling Stone, la bibbia della musica, le ha assegnato il voto più alto della serata inserendola fra le favorite per l'approdo ai "live". Francesco Gabbani, al termine dell'esibizione, l'ha definita la Janis Joplin del Sudtirolo. Con una versione cover di "Latin Lover" di Gianna Nannini, ma in testa il pallino di Lady Gaga, Nina avanza nella competizione televisiva con la stessa energia che i meranesi possono ammirare quando suona per le strade della sua città.
Nina, finalmente il suo approdo a X Factor: ce lo spiega?
Mi sono iscritta io, perché quest'anno volevo mettere il focus sui talent. Ci ho provato, sono andata al provino e mi hanno chiamato alle auditions!In trasmissione è accompagnata da sua mamma.Certo, ci siamo presentate agli studi molto presto, e non ho quasi dormito. Dovevamo aspettare in questa waiting room. Ho conosciuto altri artisti, una bella atmosfera. Non c'era competizione ma supporto, un'esperienza fantastica.Poi, i quattro «Sì» dei giudici!Già esserci rappresentava una soddisfazione, ma nel pezzo di Gianna Nannini, devo dire, mi sono veramente rispecchiata. Ho fatto vedere la grinta: da sola con la mia chitarra, come era iniziata anni fa la mia carriera. Ho apprezzato che Gabbani dicesse che so suonare.
Quanto era emozionata?
Quando sono entrata, di fronte al pubblico, è stato un momento che ricorderò per sempre. Mi sentivo di essere nel posto giusto. All'inizio ero un po' nervosa, e credo si senta nella voce, ma per fortuna mi sono allenata abbastanza su quella canzone. Non volevo dimenticarmi le parole. Mi sono divertita un sacco, rimanendo con i piedi ben saldi al terreno, che questa volta era il palco e non la strada.
Addio alla musica in strada?
Per nulla, mi definisco un animale da strada e palco, ovviamente, essendo queste due modalità diverse. La strada ti dà cose che il palco non permette e viceversa, ma mi sento bene in entrambi i mondi. Insomma, lei vuole fare musica! Esattamente. Il palco è un modo per far ascoltare a più gente la mia musica.
Si sente almeno un po' Gianna Nannini, per carisma, carattere e grinta?
È un personaggio pieno di grinta, non si lascia dire niente da nessuno, sa cosa vuole e per questo lei è semplicemente Gianna Nannini. Una donna che, come lei, è dotata di sensibilità sociale...Una caratteristica che ho sempre avuto. La mia musica, infatti, deve contenere messaggi, e produrre un impatto con la società. Dico cose che possono fare pensare. Magari pesto i piedi a qualcuno, perché secondo me certe cose meritano di essere espresse, anche ad alta voce!
E a lei l'energia non manca proprio, ma è anche rabbia?
Non c'è rabbia, semmai voglia di vivere. Sono sempre stata una persona allegra e riflessiva, specialmente quando sto da sola. Non sono sempre a mille tutto il tempo, come magari potrebbe sembrare dai miei social. Voglio essere autentica con me stessa, e questo riguarda tutti gli aspetti della mia vita.
Compone, oltre che cantare brani di altri: c'è stata una evoluzione musicale, nel tempo?
Ho iniziato con il Blues e il Rock and roll, poi mi sono evoluta verso il Pop, ora punto a un Rock più moderno, perché voglio fare cose nuove. Mi piace anche rappare.
Cederebbe la sua libertà per la fama?
Diciamo che ci si deve adattare, ma certo senza sacrificare l'autenticità. No, quindi, non lo farei. La mia fortuna è che mi piace sperimentare e divertirmi con nuovi generi e nuove versioni di me stessa, e che so ascoltare i consigli.
Tra mamma Ulrike e papà Kurt, chi è il suo primo fan?
Se la giocano al fotofinish! Mi supportano tantissimo tutti e due. Sono fieri di me e così anche mia sorella. Mamma diceva che dovevo fare musica, e all'inizio forse ero io a tirare il freno.
La voce è solo talento o anche disciplina?
Il talento è solo un ingrediente, ammesso che io lo abbia, poi devi saperlo cucinare. Disciplina che in passato mi è mancata. Ho studiato vocal performance alla “Bimm” di Berlino. Ho imparato l'importanza della disciplina, dandomi anche calci nel di dietro.
E il suo singolo "My Rules"?
Lo avevo in mente già dal 2023. Un pezzo Pop e anche rock, sicuramente il mio pezzo più pop. Un brano che ha una forza, scaturito dall'esperienza di un relazione tossica, dove non conoscevo più la mia verità e una persona mi faceva sentire sbagliata. Scrivere questa canzone è stato come riprendermi questo spazio sacrificato per compiacere quella persona.
Scrivere musica viene meglio se si è tristi?
Non è bianco o nero, dipende. Oggi sto molto meglio di qualche anno fa. Ma quelle esperienze danno profondità, e la felicità e la solarità è importante per trasmettere positività al mondo. La depressione, hanno insegnato Cobain e Winehouse, non è la via giusta, il mio messaggio. La sofferenza fa crescere e rende più consci della bellezza della vita.
Il suo riferimento musicale?
Lady Gaga, le sue molte versioni. Mi sono sempre rivista in lei, stimandola come persona controcorrente. Quello che si sente di fare lo fa, e non si è mai lasciata influenzare dalle circostanze.
È il suo riferimento anche dal punto di vista estetico?
Da pochissimo curo questo aspetto. A me piace essere espressiva in generale. Poi come questo aspetto si evolverà non lo so ancora, ma in ogni caso saprò accogliere consigli: ci sarà da divertirsi, come sempre!


