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BOLZANO. Si avvicina l’appuntamento con la nuova edizione, la trentottesima, del Bolzano Film Festival Bozen (Bffb), in programma dal 4 al 13 aprile, e l’organizzazione della rassegna annuncia un nuovo approfondimento che caratterizzerà l’appuntamento 2025.
Il Bffb proporrà infatti ancora una volta un focus geografico, dedicando una rassegna, stavolta, al cinema contemporaneo di Taiwan. Negli ultimi decenni, il cinema taiwanese ha ottenuto grandi riconoscimenti internazionali, giocando un ruolo di rilievo nel panorama cinematografico mondiale. Il Focus - Taiwan sarà curato congiuntamente da Stefano Centini, produttore italo-taiwanese con basi a Taipei e Roma, e dal direttore artistico del Bolzano Film Festival, Vincenzo Bugno. La realizzazione della sezione è resa possibile grazie al contributo del Ministero della Cultura di Taiwan e dell'Ufficio di Rappresentanza di Taipei in Italia.
Taiwan, isola dalla storia politica e culturale complessa, ha vissuto il dominio di diverse potenze nel corso dei secoli, dai colonialisti portoghesi e olandesi all'occupazione giapponese. Il Paese ha raggiunto nel corso dei decenni una forma politica che si è evoluta in una democrazia rappresentativa, anche grazie ai numerosi scontri identitari e politici che hanno segnato nella popolazione l’evoluzione di cosa volesse dire essere taiwanesi. In questa sezione, il Bffb presenterà sette opere che riflettono la complessa formazione dell'identità e i cambiamenti sociali dell'isola.
In particolare, la selezione di film mette in luce la varietà di stili, la profondità dei temi e la narrazione innovativa del cinema taiwanese. In “Goodbye, Dragon Inn” (2003) il regista sino-malese Tsai Ming-Liang utilizza il cinema e i film wuxia come metafora della perdita dell'identità culturale di Taiwan, mentre in “Days” (2020) esplora le relazioni tra Taiwan e il Sud-Est asiatico.
Le disuguaglianze sociali sono al centro di “Old Fox” (2023) di Hsiao Ya-Chuan, che racconta la difficile ascesa economica di Taipei durante il boom economico.
Focalizzandosi sull'identità indigena, “Gaga” (2022) di Laha Mebow racconta le sfide affrontate da un villaggio indigeno di Taiwan di fronte ai cambiamenti politici e sociali. Con il documentario “And Miles to go before I sleep” (2022), Tsai Tsung-Lung indaga la realtà della migrazione a Taiwan, raccontando la storia di un bracciante vietnamita ucciso da un poliziotto taiwanese. “Mongrel” (2024), di Chiang Wei Liang, esplora invece le difficoltà delle badanti migranti e della diaspora sud-asiatica a Taiwan. Il programma si conclude con “Sguardi nascosti” (Stranger Eyes, 2024) di Yeo Siew Hua, girato a Singapore con un cast taiwanese. Il film affronta il tema della sorveglianza statale e dell'alienazione urbana, rielaborando in chiave moderna il classico Rear Window.
Il Bffb ospiterà quattro protagonisti della scena cinematografica taiwanese, legati ai film in proiezione nella sezione: Laha Mebow, regista; Tsai Tsung-Lung, regista; Lu Yi-Ching, attrice e Stefano Centini, co-curatore di Focus Taiwan e produttore di “Stranger Eyes”. Oltre alle proiezioni, gli ospiti parteciperanno a tavole rotonde e sessioni di domande e risposte, offrendo al pubblico un'opportunità unica per approfondire la conoscenza del cinema taiwanese e delle sue evoluzioni.


