BOLZANO. Ottavio Dantone lascia la direzione musicale dell’Orchestra Haydn per «motivi personali», a un anno dal suo insediamento, ma accompagnerà comunque l’ensemble per tutta la stagione in corso e salirà sul podio anche per l’inaugurazione della stagione lirica 2026/27, dove – ha precisato il direttore artistico André Comploi – dirigerà un titolo mozartiano. Il maestro ha spiegato che la scelta nasce dall’esigenza di «tutelare il mio benessere psicofisico», garantendo però «profondo affetto per l’Orchestra e per la Fondazione Haydn».

Confermata la sua presenza nei concerti del 2 dicembre a Bolzano e del 3 dicembre a Trento, con un programma che affianca la Seconda sinfonia di Beethoven, la Prima di Méhul ed Entr'act, pagina per archi della statunitense Caroline Shaw.
 

La decisione di Dantone arriva al termine di un anno segnato da un intenso lavoro di crescita artistica, riconosciuto pubblicamente anche dai vertici della Fondazione. Il maestro ha ribadito di voler restare legato alla realtà orchestrale, nonostante la necessità di ridurre gli impegni: una scelta che, secondo le sue parole, risponde a ragioni esclusivamente personali e non influirà sulla qualità o sulla continuità dei progetti già programmati.
 

Nel percorso compiuto con la Haydn, il direttore ha lavorato per consolidare identità e visione dell’ensemble, valorizzando repertorio classico e contemporaneo. La stagione sinfonica attuale, che continuerà a guidare, ne è un esempio, con un equilibrio tra tradizione – come Beethoven – e autori meno consueti, da Méhul a Shaw, vincitrice di Pulitzer e Grammy. Un’impostazione che ha contribuito a rafforzare il dialogo della Fondazione con il pubblico di Bolzano e Trento.
 

Il presidente Paul Gasser ha sottolineato come Dantone lasci «il frutto di un costante e intenso lavoro di crescita artistica e umana», ringraziandolo per l’impegno e la passione profusi. Un riconoscimento condiviso anche dal pubblico, che negli ultimi mesi aveva mostrato forte affezione al maestro. La Fondazione guarda ora ai prossimi impegni, accompagnando la transizione con continuità artistica e l’auspicio, espresso da Gasser, che il direttore «possa proseguire con serenità il suo percorso».