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MERANO. Ci sono vari cammei come l'incontro tra papa Bergoglio impersonato da Massimo Lopez e papa Ratzinger impersonato da Tullio Solenghi in un esilarante siparietto di vita domestica, o quello di Maurizio Costanzo con Giampiero Mughini; e poi i duetti musicali di Gino Paoli e Ornella Vanoni, e quello di Dean Martin e Frank Sinatra, che ha sbancato la puntata natalizia di Tale e Quale Show del 2016. Questo, e molto ancora, è "Massimo Lopez & Tullio Solenghi Show", che arriva mercoledì 19 luglio alle ore 21 al Kursaal di Merano, una delle tappe della rassegna La Milanesiana, ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi.
"Massimo Lopez & Tullio Solenghi Show" è una scoppiettante carrellata di voci, imitazioni, sketch, performance musicali, improvvisazioni ed interazioni col pubblico in cui, in quasi due ore di spettacolo, Tullio e Massimo si offrono alla platea con l'empatia spassosa ed emozionale del loro inconfondibile marchio di fabbrica. Massimo Lopez e Tullio Solenghi nel 2017 decidono di tornare insieme sul palco dopo 15 anni, come due vecchi amici che si ritrovano.
Come si ricorderà i due, insieme ad Anna Marchesini, facevano parte de Il Trio, gruppo comico molto popolare negli anni Ottanta e Novanta, caratterizzato da una comicità surreale e dai ritmi veloci con trovate che le rendevano sempre spiazzanti e con finali a sorpresa. Desiderosi di carriere da solisti, i componenti sciolgono il Trio nel 1994, per poi ricomporlo del 2008. Il Trio appare per l'ultima volta in occasione dei 25 anni della sua fondazione per uno speciale show di tre puntate in onda su Rai 1, intitolato Non esiste più la mezza stagione, che ripercorre la carriera dei tre. Nel luglio 2016 muore Anna Marchesini. Chiediamo a Tullio Solenghi di parlarci di questo spettacolo.
Come avete cercato e trovato il materiale per questo vostro spettacolo che arriva a Merano?
C'è sempre l'attualità che ci rincorre, personaggi nuovi che si propongono a noi. Poi ci sono i pezzi classici, come l'incontro tra i due Papi che diventa un dialogo tra amici, o quello tra Maurizio Costanzo e Giampiero Mughini. Alcuni sketch li faccio io, come la carrellata su Amleto oggi, in ottica europea e visto da tedeschi, francesi, italiani, eccetera. Altri momenti sono di Massimo, come le sue interpretazioni delle canzoni di Frank Sinatra.
Carriere separate per un po' di anni e poi la riunione. Cosa vi ha spinto?
E' stato un po' un caso. Abbiamo partecipato a una puntata di Tale e Quale Show, nel 2016, e abbiamo imitato Dean Martin e Frank Sinatra. Il nostro duetto ha avuto molto successo tanto che Paolo Conte ci ha detto: "Ma perché non lo portate a teatro?". Così, intorno a quel duetto abbiamo creato uno spettacolo di due ore che gira praticamente da allora.
Dopo tanti anni di assenza come vi siete trovati insieme sul palco?
Siamo sempre rimasti amici, ci siamo sempre frequentati, a Roma abitiamo vicini. Ritrovarmi sul palco con lui è stato molto semplice, naturale, come tra due amici o fratelli. Del resto abbiamo passato 12 anni insieme nel Trio, è nel nostro DNA.
La morte di Anna Marchesini che impatto ha avuto sul Trio?
Lei era parte non solo del Trio, ma anche di noi, della nostra vita. Gli italiani hanno perso una grande attrice, ma noi abbiamo perso una sorella. E infatti la ricordiamo ancora nel nostro spettacolo.
Se con lei oggi sul palco non ci fosse Massimo Lopez, chi vorrebbe accanto a sè?
Salirei da solo. Non posso vedermi accanto a nessun altro, non ne ho né la voglia né la forza. In passato ho lavorati con tanti colleghi come Massimo Dapporto o Maurizio Micheli. Adesso mi basta Massimo.
Pensa che dopo l'esperienza traumatica del covid e poi la guerra, il pubblico sia cambiato? Ha più o meno voglia di divertirsi a Teatro?
Secondo me la gente ha voglia di aggregazione, anche al di là di quello che c'è a teatro. Noi siamo due beniamini, sanno che con noi si divertono. E' un grande privilegio, ma anche una grande responsabilità regale buonumore e due ore di allegria.
Il vostro futuro? Lo vedete ancora insieme?
Sicuramente. Stiamo già preparando il nuovo show che debutterà in autunno e avrà il nostro marchio, la nostra narrazione schizofrenica che passa da un argomento all'altro. Si intitola "Dove eravamo rimasti". Un titolo che spiega molte cose...


