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BOLZANO. Come può un mercato arginare la creatività? Semplicemente non può. Per la semplice ragione che è mutevole, flessibile, ascolta l’aria e i tempi. Dunque non è solo scambio di denaro, soldi per merci. Diventa sempre più luogo sociale, spazio dove intercettare anche il cambiamento. Pensiamo a piazza Erbe e alla radicale trasformazione degli interlocutori dietro i banchi, alle nuove lingue che li percorrono, alla necessità di comprendere usi e gestualità. Lì Bolzano è, per la sua piccola parte, universale. Uno specchio di quello che sta diventando il mondo. Ed è così che il mercato può far comprendere tante cose.
Ad esempio come il design, in sostanza l’ultima frontiera della creatività artistica ma applicata alla funzionalità dell’oggetto, sia in grado di intercettare anche questo aspetto della comunità e farne soggetto capace di interloquire con noi che stiamo a guardarlo. “Market, Mercato, Markt” stando in questo solco, è così un progetto che appare oggi nel campus Lub dentro la mostra sul semestre della facoltà di Design. La quale sempre più sta diventando un elemento identitario dell’intera Unibz, come palestra di invenzioni e spinta ad andare controcorrente.
Le forme espressive spaziano dalla performance alla fotografia, dalle installazioni artistiche al product design fino alla comunicazione visiva, riflettendo la varietà delle discipline rappresentate all’interno della Facoltà. «GOG è molto più di una mostra - spiega a sua volta Gianluca Camillini, vicepreside della facoltà alla didattica - è uno spazio di scambio e un riconoscimento del lavoro delle nostre studentesse e dei nostri studenti. Dopo un semestre intenso, presentano i loro progetti e mettono in dialogo il sapere culturale con gli oggetti di uso quotidiano e trasmesso attraverso il design contemporaneo.
Nell’indirizzo “arte”, lo Studio Exhibit, appunto con “Market Mercato Markt” pone al centro il mercato come spazio sociale e culturale stratificato. La laurea magistrale in Eco-Social Design presenta progetti che tematizzano sfide sociali ed ecologiche concrete. In “Projekt 2”, ad esempio, gruppi di studenti collaborano con partner esterni su temi quali la progettazione partecipativa urbana e del paesaggio, la salute mentale o l’emergenza abitativa. Nel progetto “ResiStance. Performing the public” della laurea magistrale in Critical Creative Practices, ci si è confrontati con lo spazio pubblico come luogo in cui libertà individuali e regole sociali si incontrano. Attraverso osservazioni ed esperimenti hanno sviluppato nuove prospettive sulla convivenza urbana e sulle sue dinamiche sociali.
Anche il programma di dottorato in Experimental Research through Design, Art and Technologies sarà presente a “Gog” con “Sub data lies Subnivea”, la dottoranda Lena Michalik indaga come le tecnologie di osservazione della terra e del clima plasmino la nostra percezione della neve e il nostro rapporto con lei. La mostra è stata inaugurata ieri alle ore 18 al campus di Bolzano centro. Oggi, sabato 13 giugno, sarà visitabile dalle 11 alle 17. (pca)



