Hanna Brunner nel cast de Il Diavolo veste Prada: "Con Lady Gaga e Meryl Streep"
La modella altoatesina di Velturno racconta l'esperienza sul set del film evento, dagli incontri con le star internazionali alle passerelle per i grandi marchi della moda. Ora guarda al nuovo progetto con Achille Lauro
BOLZANO. L'hanno vista apparire all'improvviso ne "Il Diavolo veste Prada". Ma è lei o non è lei? Certo che era lei. Il suo viso un po' così, come capita alle modelle che mangiano solo un cracker a cena, stretto accanto a quello di Meryl Streep con la sua faccia da Miranda Priestley pronta a guardare di traverso Anne Hathaway, alias Andrea Sachs.
"Ma il più simpatico è Stanley Tucci" dice ora che la buriana felice è passata ma non troppo. Vale a dire il mitico "Nigel" che sa come mettere in piedi un guardaroba da far venire i brividi alle commesse della Rinascente oltre alle impiegate di "Runway", la rivista che più patinata non si può.
Eccola nella foto di gruppo con coloro che hanno messo sottosopra Milano e mezzo mondo, distribuendo mega scarpe rosse col tacco diabolico in tutti gli angoli del quadrilatero della moda e della V strada.
Lei, Hanna Brunner, altoatesina doc con tutte e due le gambe nelle sfilate milanesi che contano, apparsa nell'immagine del grande cast della pellicola che, anche nella sua seconda versione, ha scalato le classifiche degli incassi.
Ma come è successo?
Sono arrivata al film dopo un casting. C'era la Fashion Week.
Notata perché?
"Beh, indossavo una pelliccia sintetica nonostante ci fossero 30 gradi all'ombra. Non passavo inosservata".
Il seguito?
Mi hanno chiesto di sfilare più volte: una volta in stile Victoria's Secret e una volta in modo più classico. Alla fine sono stata scelta.
E lavorare con attrici e attori così importanti?
Un sogno. L'atmosfera sul set era molto speciale.
Un ricordo?
Lady Gaga che mi dice: "Sembri una donna delle fiabe". Incontri come questi sono indimenticabili e rendono questo lavoro davvero speciale. Ancora oggi sono in contatto con il regista".
Oggi è una modella affermata. Quando ha iniziato e come si è sviluppato il suo percorso?
Ho iniziato a lavorare come modella intorno ai 16 anni e da allora ho avuto l'opportunità di collaborare con molti marchi prestigiosi.
Nomi?
Valentino, Prada, Versace, Luisa Spagnoli, Tezenis e molti altri. Ho lavorato in diverse città del mondo, Los Angeles, Londra, Milano e Atene. Queste esperienze hanno segnato il mio percorso professionale e mi hanno aperto molte porte.
Nell'universo della moda si incontrano difficoltà, ostacoli o paure?
Ci sono sfide. Spesso non si sa esattamente cosa stiano cercando clienti o stilisti. A volte preferiscono modelle asiatiche, altre volte un tipo completamente diverso: le richieste cambiano continuamente. Per questo cerco di non prendere i rifiuti sul personale. Ho imparato a superare le mie paure, ma non è stato semplice.
I suoi progetti adesso?
Sono entusiasta di un progetto con Achille Lauro. È il nuovo direttore creativo di Donda e durante il suo concerto del 15 giugno organizzerà una sfilata alla quale parteciperò. Inoltre ho avuto l'opportunità di prendere parte anche alla campagna collegata al progetto.
Tempo libero? Sport, amici, famiglia?
Amo stare con gli amici e con la mia famiglia. Che sia a Milano, sul lago di Garda o in Alto Adige, persone preziose mi danno molta energia. Lo sport? Fa parte della mia vita quotidiana e mi aiuta a mantenere il giusto equilibrio. In particolare amo il tennis, il pilates e il golf. Per me è molto importante trascorrere più ore possibile con le persone che amo e che mi sono vicine.
Nata dove?
A Velturno. No, voglio essere precisa: a Schrambach, che è una sua piccola frazione. Val d'Isarco. Ci torno appena posso, non è male. Soprattutto d'estate. Quando ne parlo nei posti dove giro, tutti vogliono venirmi a trovare. E ci credo... (p.ca.)