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BOLZANO. Terzo appuntamento questa sera (martedì 28 ottobre) alle 20.00 all’Auditorium di Bolzano con la Stagione sinfonica della Haydn. Un programma che, dal Classicismo, condurrà l’ascoltatore ai capolavori del Primo Novecento su pagine di Prokof’ev, Stravinskij e Martucci. Grazie alla presenza di Ottavio Dantone, direttore musicale dell’Orchestra Haydn, la Stagione 2025/26 entra così nel vivo della sua ricca programmazione all’insegna del grande repertorio, accostato ad alcune rarità, qui rappresentate dalla versione orchestrale di Notturno di Giuseppe Martucci. Il concerto verrà replicato domani 29 ottobre (ore 20.30) all’Auditorium di Trento.
«La Stagione della Haydn continua con l'intento di creare un ponte tra passato e futuro – afferma il direttore Ottavio Dantone –, esplorando un repertorio che va dal Settecento ai giorni nostri. Il pubblico potrà così intraprendere un viaggio attraverso i secoli ascoltando capolavori e generi musicali di estrema sfaccettatura e interesse. La Stagione prosegue dunque sotto il segno dell'esecuzione delle Sinfonie Londinesi di Haydn, che aggiunge un ulteriore tassello per il completamento della lettura integrale di queste ultime Sinfonie composte a Londra, accanto a repertori più vicini ai giorni nostri. Proporremo infatti un brano di raro ascolto come il poetico Notturno per orchestra di Giuseppe Martucci, o le Danses concertantes di Stravinskij, lavoro tra i più personali dell’autore russo che, al posto di rivisitare autori ed elementi del passato, rivista sé stesso con una serie di danze giocose e interessanti sia da un punto di vista ritmico, strutturale, e armonico. E poi la Sinfonia Classica di Prokof’ev, che a sua volta crea un ponte tra passato e futuro anche se con una struttura prettamente classica, strizzando così l'occhiolino a Haydn ma con una sensibilità moderna».
Pioniere della rinascita sinfonica italiana, in un contesto dominato dall’opera lirica, Giuseppe Martucci raccolse l'influsso dell’atteggiamento psicologico proprio del tardo romanticismo tedesco, portato musicalmente ai modi intimisti di un ripensamento nostalgico di quella tradizione. Scritto nel 1901, il Notturno rappresenta una trascrizione orchestrale di un suo brano pianistico. L’autore riesce qui a darci un'immagine spontanea della sua autentica musicalità, la quale nella semplicità delle strutture meglio traduce l'immediatezza di un originale lirismo.
La Sinfonia n. 102 in si bemolle maggiore di Joseph Haydn fa parte del secondo gruppo delle sei composte a Vienna, dopo il primo ritorno da Londra, fra il 1792 e il 1794. Il lavoro porta le inevitabili tracce della morte di Mozart e, allo stesso tempo, un presentimento dell'avvenire: qui Haydn scrive con una gravità che si riflette più nell'orchestrazione e in un nuovo carattere dell'armonia, che nell'invenzione dei temi. Un'armonia che annuncia già quella del periodo romantico.
Nel suo esilio in America, Igor Stravinskij scrive le Danses concertantes ripensando alle sue opere del passato. Un Concerto per piccola orchestra, così come l’autore amava definire la sua nuova creazione, animato dalle sorgenti riattivate dalle sue opere passate «che hanno continuamente nutrito il presente: ed è questa una delle ragioni per cui la mia attività dovrebbe essere considerata nella sua interezza».
La Prima Sinfonia di Sergej Prokof’ev non intende essere un'ironica imitazione dello stile settecentesco, ma la creazione originale di un artista moderno che procede fra vecchie strade abitate da nuove generazioni. In tale prospettiva va letta la frase del compositore russo, secondo cui «se Haydn fosse vissuto ai nostri giorni, egli avrebbe parte del suo vecchio stile, pur accettando nello stesso tempo qualcosa di nuovo».


