Bolzano. Appassionato di storia medievale, già autore di alcuni romanzi sulla vita di Osvald von Wolkenstein, Margareth Maultasch e Hans Vintler, l'avvocato Alberto Pasquali si presenta nelle librerie con la sua nuova opera letteraria. “Breve storia dell'Alto Adige” per Curco & Genovese è un agile manualetto denso di riferimenti alle vicende passate della nostra provincia.

«Da sempre mi interesso alla storia dell'Alto Adige: interessante e poco conosciuta, quando non si parla del Novecento», spiega Pasquali che continua: «I cittadini di madrelingua tedesca conoscono poco il nostro passato, mentre gli italiani per nulla». Ecco quindi nascere l'idea di un testo agile ma non banale che possa spiegare in 90 minuti di lettura, tempo tecnico di una partita di calcio, la storia locale ai «giovani residenti». Così li chiama l'avvocato bolzanino, i ragazzi di oggi. Perché se è vero che a scuola si studia poco la storia, ancora più vero è il fatto che le vicende dell'Alto Adige in genere entrano a far parte del bagaglio culturale dell'altoatesino solo per quella parte che ha investito il Novecento.

Spesso, rimarca Pasquali, quel Novecento altoatesino arriva ai ragazzi veicolato dalla politica dopo essere trasformato o trasfigurato in un grimaldello a supporto delle idee, se non ideologie, di un gruppo linguistico piuttosto che un altro. In altre parole, sebbene la situazione sia migliorata negli ultimi trent'anni, aggiunge Pasquali, è stata la politica locale ad avere tirato a lungo per la giacchetta quel secolo di storia che ha repentinamente cambiato il destino del territorio che va dal Brennero per terminare a Salorno. Invece, se quella breve finestra temporale viene dilatata fino ad abbracciare tutta la linea temporale della Storia, affermare che il passato dell'Alto Adige sia a trazione tedesca o italiana corrispondere ad affermare il falso. «Questa terra può vantare una storia antica tipicamente europea», spiega Pasquali, dimostrando questa tesi per tutte le 68 dense pagine del suo manuale.

«Ho iniziato a scrivere questa breve circumnavigazione sulle vicende dell'Alto Adige con l'ambizione di farla conoscere al pubblico. Sarebbe bello che il manuale fosse adottato nelle scuole affinché gli studenti imparino le vicende locali che cominciano con Druso, ma ancora prima con la presenza di Ötzi, fino a quando la mummia venne scoperta e così iniziò la contesa tra Austria e Italia su un uomo nato 3000 anni prima di Cristo, poi risolta a nostro favore per via di quei sessanta metri che separavano una salma dal confine austriaco», spiega l'avvocato.

«Affannati dell'antagonismo etnico, con in mente solo gli eventi della prima e seconda guerra mondiale, ci siamo dimenticati di andare indietro nel nostro passato, magari ad esplorare quei personaggi medievali nati in questa terra che già allora potevano godere di una importanza capace di travalicare le Alpi», rileva Pasquali. Per questo motivo, nella “Breve storia dell'Alto Adige” molte pagine sono dedicate a personaggi come Margareth Maultasch, ultima contessa del Tirolo e nipote di Mainardo II di Tirolo e Gorizia il quale in un certo modo fondò la contea del Tirolo, ma divenne famoso anche per le nove scomuniche papali che era solito risarcire con denari ai vari Papi. Oppure, Claudia de' Medici, appartenente a una delle famiglie più importanti d'Europa, la quale venne a Bolzano nel Seicento portandosi dietro tutta la corte fiorentina, ma in una città dove già si parlava tedesco, italiano e latino. Lei fu la discussa innovatrice della fiera mercantile di Bolzano, capace di trasformare la città in grande centro commerciale: come dire, un Benko ante litteram, andata poi in sposa al fratello dell'Imperatore Ferdinando II. Infine, spazio anche a Oswald von Wolkenstein poeta, ma anche scrittore, guerriero e diplomatico capace di esprimersi in cinque lingue e autore di poemi che rimangono ad oggi.

Insomma, un viaggio nel passato della nostra terra in formato Bignami, ma non privo di quelle preziose indicazioni capaci di mettere le giuste cornici ai vari quadri della storia. Affinché quel tanto discusso Novecento, carico delle sue contraddizioni, fino alla contrapposizione etnica, il terrorismo e lo statuto di autonomia, diventi parte della storia dell'Alto Adige e non la Storia stessa della nostra provincia.