Bolzano. Carlo Cottarelli è l’economista italiano che, dopo le elezioni del 2018, fu incaricato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, di formare il nuovo governo. Un incarico rimesso dallo stesso Cottarelli appena due giorni dopo, per la mancanza di fiducia da parte della Camera e la volontà da parte del Movimento 5 Stelle e Lega di dare vita a quello che chiameranno governo del cambiamento, nel frattempo cambiato ancora, sempre sotto il premier Giuseppe Conte, ma con una coalizione differente.

Con lui parlerà ovviamente di economia e altro ancora il direttore di Alto Adige e Adige, Alberto Faustini, lunedì 17 agosto alle ore 17,30, nella Sala delle Manifestazioni di Corvara. Cottarelli analizzerà le vicende economiche che hanno caratterizzato l’annus horribilis, il 2020, durante il quale si sono raggiunti tanti primati economici negativi (il più forte calo del Pil e dell’occupazione, il più forte aumento del debito pubblico, eccetera). E c’è chi sostiene che poteva andare peggio. Ma forse il peggio deve ancora venire? E cosa deve fare l’Italia per minimizzare i danni e riprendere a crescere? Cosa bisogna fare per tornare a un passato migliore di quello che vivevamo nel 2019? Tutte domande importanti a cui lui certo darà una risposta, visto il suo pedigree.

Il curriculum

Nato a Cremona nel 1954, dopo la laurea in Scienze Economiche e Bancarie all’Università di Siena e il Master in Economics presso la London School of Economics, Cottarelli ha lavorato presso la direzione monetaria del Servizio Studi della Banca d’Italia e negli anni successivi al Servizio Studi dell’ENI.

Nel 1988 ha inizio la sua carriera al Fondo Monetario, lavorando in diversi dipartimenti (European Department, Fiscal Affairs Department, Money and Capital Markets Department, e Policy Development and Review Department). In questo periodo è responsabile della sorveglianza economica, di assistenza tecnica e di prestiti in svariati paesi avanzati, emergenti e in via di sviluppo, tra i quali Italia, Regno Unito, Russia, Turchia, Portogallo, Grecia, Albania, Croazia, Ungheria, Libano, Tajikistan e Serbia. È stato direttore del Fiscal Affairs Department del Fondo Monetario, che assiste ogni anno un centinaio di paesi nella realizzazione di riforme di finanza pubblica.

Ha ricoperto il ruolo di commissario per la revisione della spesa pubblica in Italia e quello di direttore esecutivo al Fondo Monetario per Italia, Albania, Grecia, Malta, Portogallo e San Marino. Negli anni accademici 2017-18 e 2018-19 è stato visiting professor presso l’Università Commerciale Luigi Bocconi, dove attualmente insegna un corso di Fiscal Macroeconomics.

Oggi è direttore del nuovo Osservatorio sui Conti Pubblici dell’Università Cattolica di Milano. Ha scritto numerosi articoli e saggi accademici. Per Feltrinelli ha pubblicato La lista della spesa. La verità sulla spesa pubblica italiana e su come si può tagliare (2015), La cambiale. Perché il debito pubblico ci schiaccia e come si fa a liberarsene (2016), Il macigno. Perché il debito pubblico ci schiaccia e come si fa a liberarsene (2016) e I sette peccati capitali dell’economia italiana (2018), Pachidermi e pappagalli (2019). D.M.