Gentile direttore Faustini, penso che l’esperienza dolorosa e impressionante che stiamo vivendo debba servirci per riflettere su alcuni aspetti della nostra vita pre-coronavirus e debba indurci a delle considerazioni, vorrei condividerne alcune. Il sistema sanitario nazionale è un bene preziosissimo, un esempio virtuoso di stato sociale, abbiamo il dovere di riconoscerlo e di conseguenza anche di difenderlo. Dobbiamo difenderlo ad esempio da tutti coloro che evadono le tasse, singole persone e aziende, che ogni anno fanno mancare alle casse dello Stato oltre 100 miliardi di euro (stima del ministero delle finanze). Quanti medici e infermieri in più potremmo assumere se avessimo quei soldi? Quanta attrezzatura medica potremmo acquistare in più per i nostri ospedali con quei soldi? Immagino che tra le tante persone che in queste settimane si stanno rivolgendo agli ospedali perché bisognosi di cure, ci siano anche quegli evasori e mi chiedo: hanno coscienza del danno che hanno provocato a tutta la comunità?

In tal senso credo che il mondo dell’informazione, tutto (stampa, TV, social ecc.) debba fare di più per promuovere un’educazione al bene comune. Dovrebbe abbandonare la strada dell’informazione facile, superficiale, che si alimenta (e che a sua volta alimenta) della parte peggiore delle persone ,per diventare invece un potente strumento di promozione civica. Allora potremmo migliorare il nostro senso di responsabilità e di partecipazione alla vita della ns comunità(cioè dello Stato). Altra considerazione: il mondo pre-coronavirus è un mondo lacerato dalle guerre e dalla disuguaglianza sociale, un mondo “ferito” dall’inquinamento crescente e dal consumo insostenibile dei beni naturali. Diciamocelo chiaramente: è un mondo che non funziona! Per la maggioranza della popolazione mondiale questo sistema è solo fonte di difficoltà e sofferenze, perché ci ostiniamo a considerarlo l’unico possibile? Quando ci dicono che mancano i soldi per la ricerca, per la riconversione ecologica, per il welfare ecc. ecc. ,dovremo invece dirci che i soldi ci sarebbero, ma sono concentrati nelle mani di pochi, pochissimi . Abbiamo la conoscenza e abbiamo strumenti tecnologici validissimi, perché non decidiamo di utilizzarli per un cambio d’obiettivo? Non più il libero accumulo di profitti, fine a se stesso, che tanti danni ci ha provocato, ma la realizzazione di democrazie sociali in cui al centro ci sta la promozione dell’uomo, di ogni uomo .