PHOTO
BOLZANO. Oggi modella di fama internazionale, la carriera di Laura Margesin è partita quasi per caso, già sui banchi di scuola allo School Village di Merano, quando il mondo della moda si era accorta di lei. Amante della natura e dell'Alto Adige, Laura rigetta al mittente le notizie di gossip che inevitabilmente la investono, ma che vive con ironia. Quando può, da Los Angeles dove vive, Laura torna spesso nella sua terra.
Da Merano alle passerelle di moda internazionali, passando per?
La maturità presso l'Istituto Tecnico Commerciale a Merano e, qualche anno più tardi, gli studi in Hotel Management, parallelamente alla mia attività principale di modella, per conseguire la laurea triennale in questo ambito.
Quali sono le tappe che la hanno portato a diventare una modella internazionale?
Sono stata scoperta a 16 anni, quando ero ancora a scuola. Durante le vacanze estive ho costruito il mio model book e subito dopo il diploma ho intrapreso la carriera di modella a tempo pieno. Le prime destinazioni sono state Milano, Barcellona e Londra. In seguito, ho lavorato anche a Parigi, Berlino, Atene e, infine, al di fuori dell'Europa, a Hong Kong e negli Stati Uniti.
La scuola le è servita a...?
Mi sono piaciuti soprattutto i progetti pratici. Ho avuto la possibilità di fare diversi viaggi formativi. A Bruxelles presso il Parlamento Europeo, a Vienna per presentare la nostra impresa simulata a una fiera, e anche uno stage all'estero a Londra, sicuramente uno dei miei preferiti. Inoltre, ho apprezzato molto il fatto che la scuola ci desse spesso l'opportunità di essere autonomi, di proporre le nostre idee e di assumerci delle responsabilità. Questo mi ha preparato molto bene anche per il lavoro di modella.
E ha anche dovuto gestirsi?
Certo. Nella mia professione, sin da quando ero adolescente, devo occuparmi personalmente delle mie finanze, della contabilità e dell'emissione delle fatture. Anche ciò che ho imparato in informatica mi è servito, ad esempio nella gestione dei social media. Infine, la solida preparazione linguistica è stata fondamentale. Utilizzo tutte e tre le lingue ogni giorno, e so che molte culture ci invidiano per questa competenza.
Ha superato la tua timidezza, della quale nel passato aveva parlato?
Il lavoro da modella mi ha insegnato fin da subito a superare i miei limiti e ad affrontare le mie paure. Viaggiando spesso da sola ho imparato a gestire con responsabilità ogni aspetto: dall'organizzazione dei viaggi e degli alloggi, all'adattarmi a nuove città e culture, fino a costruire relazioni e conquistare la fiducia dei clienti. Ho capito che non si può convincere gli altri se non si crede profondamente in se stessi. Questa professione mi porta ancora oggi a uscire regolarmente dalla mia comfort zone. E con il tempo ho imparato che ogni sfida è un'occasione di crescita, e che il coraggio nasce dall'abitudine ad affrontare l'incertezza.
Il rapporto con le foto, che sono il suo pane quotidiano?
Ho un rapporto abbastanza rilassato con le fotografie. È normale non piacersi in ogni scatto, perché una bella foto nasce da tanti elementi insieme: trucco, styling, luce, il lavoro del fotografo, e non sempre tutto si combina alla perfezione. Però, io lo vivo come parte del processo creativo. In fondo, ogni servizio è un lavoro di squadra. La cosa più importante per me è che il risultato finale trasmetta quello che il cliente desidera. Quando questo accade, mi rende felice e orgogliosa di far parte del progetto.
La location migliore per una foto è?
Dove c'è una buona luce! La luce è uno degli elementi più importanti per ottenere un bello scatto. Può trasformare anche il posto più semplice in qualcosa di speciale.
Quando ha deciso di intraprendere la carriera di modella professionista, la sua famiglia cosa le ha detto?
Mi ha sostenuto fin dall'inizio, e di questo sono loro molto grata. Mi hanno sempre detto che la cosa più importante è rimanere con i piedi per terra e fare ciò che mi rende felice.
E gli amici?
Mi hanno supportata, anche se per molto tempo non avevano ben chiaro che cosa facessi esattamente. Con il tempo hanno capito meglio il mio lavoro e oggi sono orgogliosi di me.
Privacy e riflettori, come possono convivere?
Riesco a vivere la mia vita privata abbastanza bene. Certo, a volte capita che qualcuno mi riconosca. Mi dispiace un po' quando le persone si girano e iniziano a sussurrare, ma allo stesso tempo mi fa sempre piacere quando qualcuno si avvicina con naturalezza, con un sorriso o un semplice saluto. Credo che la cosa più bella sia proprio la spontaneità. Alla fine, siamo tutti esseri umani, e un gesto sincero vale sempre più delle apparenze.
Poi c’è il gossip, nel suo caso l’averla accostata ad esempio a Jannik Sinner...
So che le riviste e i programmi televisivi hanno sempre bisogno di materiale di cui parlare, quindi, non lo prendo sul personale. Certo, a volte è impressionante vedere come vengano inventate storie di sana pianta, e questo lo trovo sbagliato, perché dovrebbe sempre esserci rispetto e responsabilità, in modo da non danneggiare nessuno.
Nei suoi social c'è sempre molto spazio per l'Alto Adige.
L'Alto Adige è la mia terra natale e la mia casa, e lo sarà per sempre. Più tempo passo all'estero, più imparo ad apprezzare le mie radici. Viviamo in un luogo che è davvero un piccolo paradiso, e credo che sia nostra responsabilità proteggerlo e preservarlo. Penso alla mia terra ogni giorno, alle persone care che vivono lì, e non vedo l'ora, ogni volta, di poterci tornare. Per me L'Alto Adige non è solo il posto in cui sono cresciuta, ma un punto di riferimento che mi dà forza e equilibrio, anche quando sono lontana.
Il servizio fotografico memorabile?
Uno degli ultimi grandi momenti per me è stato sicuramente il servizio di copertina per Harper's Bazaar a Porto Rico. A un certo punto dei cavalli selvaggi si sono avvicinati spontaneamente e si sono messi dietro di me, quasi come se volessero posare anche loro. È stato fantastico. Più tardi ho potuto cavalcare un cavallo al tramonto: un'esperienza magica.
Ma è vero che le piace così tanto scattare nella natura?
Certo, e questo significa anche affrontare qualche sfida. Può capitare di indossare un piumino quando fa 40 gradi, oppure un costume da bagno su un ghiacciaio. Ormai il mio corpo si è abituato e vivo tutto anche con un poco di ironia.


