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Effettivamente Shakespeare si trova bene nei bar. Nel suo teatro, il Globe, entravano galline e cani, adulti e bambini, si portavano da man- giare, ascoltavano e chiacchieravano.
Così Davide Lorenzo Palla, accompagnato dal polistrumentista Tiziano Cannas Aghedu e a Irene Timpanaro ha pensato di riportare Shakespeare nei bar con il format Tournée da Bar che fa parte degli spettacoli di FUORI! sin dalla prima edizione, nel 2017. Questa volta portano “Amleto” a “Otello”, da “Romeo e Giulietta” a “Il mercante di Venezia” dal 3 al 13 giugno.
Ad aprire e chiudere la tournée sarà “Amleto” che Palla e Cannas Aghedu presenteranno a Bolzano il 3 giugno nell’Aula Magna UPAD (h. 18.00), a Bressanone il 9 giu- gno al Circolo Ricreativo Culturale Don Bosco (h. 17.00) e a Brunico il 13 giugno alla Casa delle Associazioni (h. 17.00). “Otello” verrà invece portato a Merano il 4 giugno nella Sala IPES e a Egna sotto i Porti- ci (entrambi h. 18.00). Il 5 giugno Laives ospiterà “Il mercante di Venezia” in Piazza del Municipio (h. 18.00), mentre a Vipiteno lo spettacolo sarà l’11 giugno (h. 17.00) in Piazza del Teatro.
Nelle biblioteche di Salorno e Dobbiaco andrà in scena “Romeo e Giulietta”, rispettivamente il 6 giugno e il 12 alle 17.00.
Spettacoli che ci presenta Davide Lorenzo Palla, un amico del Teatro Stabile di Bolzano con cui collabora ormai da anni: nel 2018 ha preso parte al progetto Shakespeare Liscio / La Balera e nel 2021 ha portato in giro Dante Da Bar. «È il ritorno di un grande amore. Sono anni che porto Shakespeare in giro ovunque: teatri, palchi, scuole, bar, strade, giardini. Ovunque e davanti a tutti i tipi di spettatori. Perché Shakespeare è universale. Questo è un nuovo format in cui io sono il “divulgattore”, nel senso che fatto l’attore e il divulgatore. Avvicino la gente, soprattutto i giovani, al grande teatro, contestualizzando le opere, sia quando sono state scritte sia quando si svolgono le varie tragedie. Le alleggeriamo per fare divertire la gente».
«Ci ho messo 10 anni per riuscire a rendere Shakespeare fruibile a tutti. Ho anche un podcast su Spotify che si intitola “Shakespeare a palla” - aggiunge ancora Davide Lo- renzo Palla -. E poi c’è la musi- ca di Aghedu. Sia io, che noi, che il Teatro Stabile siamo molto interessati alla diffusio- ne capillare del teatro e della cultura e questo è un bel modo per avvicinare la gente a tea- tro, ovvero facendola divertire, fare capire che il teatro classico può essere moderno e meraviglioso».
Tra chi conosce le tragedie di Shakespeare e chi non le conosce c’è un diverso approccio ai vostri spettacoli, immaginiamo.
Chi non le conosce rimane rapito, chi le conosce impara qualcosa di nuovo e diverso, perché racconto fatti, aneddoti spesso sconosciuti. Per entrambi resta l’attualità e l’universalità di Shakespeare. Le sue tragedie potrebbero esse- re scritte oggi.
Perché avete scelto queste tragedie?
Perché toccano temi molto sensibili. L’Otello tocca temi come la violenza sulle donne, la gelosia, i femminicidio. Giulietta e Romeo è una storia di giovani in cui due ragazzi non possono coronare il loro sogno d’amore per colpa delle famiglie, del sistema, delle regole. Il Mercante di Venezia toc- ca un tema caldo e spinoso. Lì io non mi intrometto, lascio parlare Shakespeare. L’Amleto, invece, è la tragedia più bella che sia mai stata scritta. Lì c’ tutto: odio, vendetta, morte. È un turbine di odio che distrugge Amleto che alla fine perde tutti: la madre, Ofelia, lo zio.
Pensate che portare il teatro in strada sia un modo per avvicinare anche i giovani al teatro?
Decisamente perché è un modo gioioso per diffondere il teatro, è un teatro senza polvere, che scende tra le persone. Mi è capito spesso che i nostri spettatori ci dicessero che dopo aver visto i nostri spettacoli avrebbero cominciato ad an- dare a teatro. Noi siamo molto attivi sui social, soprattutto su Instagram.E lì si vede e si tocca con mano lo stupore delle giovani generazioni di fronte al teatro. Ultimamente un ragazzo, decisamente stupito, mi ha scritto: “Non mi sono annoiato!”.


