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Luglio 1946, il Lido di Bolzano ha riaperto da poche settimane dopo la chiusura forzata degli anni della guerra. Gravemente danneggiato dalle bombe e saccheggiato dai ladri che si sono portati via finestre, porte e le assi delle cabine, Il Comune ha dovuto investire una somma ingente per le riparazioni e i lavori di ristrutturazione.
Ma i bolzanini, si sa, non possono rinunciare alla loro spiaggia. Succede però che i prezzi del bar siano considerati “folli” in mesi ancora segnati dalla miseria e dalle difficoltà della ricostruzione. Il triplo rispetto ai locali nel resto della città.
Il nostro giornale pubblica un articolo durissimo nei confronti dei gestori del bar-ristorante della piscina, accusati di voler così escludere la classe lavoratrice - che non può permettersi di andare al mare - dal sacrosante diritto al riposo e al refrigerio a bordo vasca. L’articolo firmato da Viator è al vetriolo: «Dopo alcuni anni di obbligata chiusura - scrive affondando la penna nel veleno -, il Lido è stato riaperto e funziona a pieno regime. Anche se vi capitate in un giorno feriale, purché il sole brilli, le due ampie piscine accolgono una numerosa schiera di bagnanti in cerca di refrigerio. Sole e acqua, acqua e sole: ecco il sogno di molti, che non potendo ricorrere al mare per troppi motivi, si accontentano di questo lembo di spiaggia, offertoci in mezzo alle montagne e che dà ugualmente la sensazione di una vita diversa, anche se la visione dei velieri multicolore viene a mancare. Abbiamo fatto una scappata al Lido, abbiamo constatato che gli sforzi degli enti preposti a questa attività sono stati coronati da successo. Però ci siamo anche accorti che, date le scarse possibilità finanziarie della maggioranza del popolo lavoratore, per molti questa piccola oasi di serenità e di riposo è preclusa. Strano questo fatto, quando si pensa che proprio i lavoratori, ossia quelli che non guadagnano le migliaia di lire al giorno, ma si devono, per forza maggiore, accontentare di poche centinaia, debbano fare bene i conti prima di varcare quella soglia.
Ci si risponderà che le spese sono state enormi, e non lo mettiamo in dubbio, ma noi siamo del parere che i milioni sborsati per la sistemazione del Lido si possano recuperare lentamente.
La sorpresa maggiore si trova al bar.
Precisiamo che per aver libero ingresso alla terrazza, e quindi al bar, chi non ha intenzione di spogliarsi e fare un bagno di sole o d’acqua deve pagare un pedaggio di lire 10. Questo non sarebbe nulla, se le consumazioni fossero adeguate ai prezzi di tutti gli esercizi pubblici di Bolzano.
Purtroppo, la cosa è un poco diversa. Un povero diavolo qualsiasi, che ha versato le 10 lire all'ingresso e sale al bar magari per prendersi un quartino di birra in piedi al banco, deve sborsare la somma di lire 30.
Per quale motivo i prezzi sono così maggiorati, mentre in tutti gli esercizi pubblici la birra si paga molto meno? Forse per ragioni di appalto?
A noi, al pubblico frequentatore del Lido, queste cose non interessano. Sappiamo solo che disposizioni di legge hanno abolito i famosi locali di lusso e che sarebbe anche ora di finirla con questi abusi, che denotano una sensibilità piuttosto fascista, perché risentono di vecchie protezioni che potrebbero anche essere definitivamente abolite in periodo di democrazia.
Noi protestiamo a nome dei lavoratori: ossia di quelli che non possono prendersi il lusso di spendere 30 lire per un bicchiere di birra preso in piedi al banco, oppure di sborsare 50 lire per un bicchiere di vino comune bevuto al banco, perché tutti i tavolini erano occupati durante una serata.
Questi sono soprusi e non si possono tollerare. Tutti hanno diritto di vivere, ma particolarmente quelli che lavorano e sudano dovrebbero potersi permettere di recarsi, la sera, a prendere una boccata d’aria senza sentirsi strozzare da qualche esercente.
Quando uno protesta si sente rispondere che il concerto costa. Non crediamo però che questa spesa giustifichi di triplicare il costo di un onesto bicchiere di vino.
Ci si potrà rispondere che non occorre andare al Lido la sera, e noi aggiungiamo che ognuno può andare dove gli pare e piace, senza sentirsi rimordere la coscienza di aver speso più di quanto gli era possibile.
Per noi il Lido non è, e non sarà mai, un locale di lusso.
Quindi, nessun aumento, particolarmente durante il periodo dei bagni di sole e d’acqua, può essere consentito. A meno che non si intenda chiudere le porte in faccia a chi ne ha più bisogno, ossia i lavoratori, per creare un'élite di frequentatori che a noi non interessa: quella dei plutocrati.
In questo caso - conclude Vitor -, i prezzi attuali si possono anche triplicare al bar del Lido, però venga affisso un cartello all'ingresso:
“Vietato l'accesso a chi lavora”. LF


