Le montagne, inteso quelle che ci girano intorno da millenni qui, sono un libro. Il quale ci rivela, ad esempio, che qui sotto, tra Bolzano e Trento eruttava e lanciava lapilli e magma un supervulcano. Data di nascita? 280 milioni di anni fa. E molto attiva per molto, molto tempo. Oggi non ce ne accorgiamo ma c’è da fidarsi sulla sua antica presenza. La questione è che questo volume nascosto non lo si sapeva sfogliare, ci sono sempre state le pagine ma nessuno che potesse leggerle. È che non è facile. Perché il libro è a strati e gli strati sono nascosti tra le rocce, si svelano a fatica, serve pazienza e tempo.

Oggi il tempo è arrivato. Tanto che le Dolomiti, le quali tra tutte le montagne costituiscono i tomi più preziosi e ricchi di indicazioni, sono ormai considerate un archivio. La geologia e le sue vicende, le quali non sono altro che un modo altro di raccontare la vita sulla terra, stanno lì, sempre meno nascoste.


Dunque non è un caso che proprio a Bolzano, che delle Dolomiti costituisce lo snodo logistico, stia avendo luogo “Paleo4Alps”. Un evento - al Campus di Unibz in piazza Università - messo in atto per la prima volta in modo congiunto dalle quattro società paleontologiche di Italia, Austria, Germania e Svizzera. Iniziata un paio di giorni fa si concluderà domani alla Lub dopo aver riunito 320 esperti provenienti da 25 Paesi.

Camilla Wellstein è il motore di questo evento. Dice, la docente di Scienze agrarie dell’Università di Bolzano: «Non è che la paleontologia parli e ci sveli solo il passato, è la porta - ecco l’attualizzazione delle nuove ricerche - per comprendere l’oggi». Uno degli esempi è la ricerca di strumenti solidi per affrontare le sfide del cambiamento climatico. Un altro, gli studi legati ai rischi che corre la biodiversità. Altro campo dove paleontologia, geologia sono in grado di spiegare come gli organismi si sono adattati alle condizioni climatiche del passato. «E così immaginare come potranno comportarsi e reagire oggi e domani», ha commentato Wellstein.
 

È la consapevolezza di star dentro a queste connessioni tra vari piani di ricerca applicata che questo di Bolzano è considerato uno degli appuntamenti chiave dell’anno. Fino a domani l’agenda ha messo insieme trecento presentazioni, relazioni di studiosi e oltre una ventina di incontri.
 

A loro volta le escursioni a Bolca, nelle Dolomiti, nelle Alpi Meridionali e nelle Alpi Carniche hanno offerto l’occasione di conoscere sul campo il patrimonio geologico e paleontologico dell’arco alpino. Quel libro che aspettava solo di essere aperto. Qui alla Lub è stata poi offerta la possibilità di ripercorrere le tracce di un supervulcano attivo circa 280 milioni di anni fa nell’area compresa tra Trento e Merano. Ad aprire il convegno è stata infine, nel campus di Bolzano, l’inaugurazione della mostra di paleoarte “Ancient Horizons: Reimagining the Lost Worlds of Europe”, co-organizzata dalla Facoltà di Design e Arti e dal Centro di Competenza per la sostenibilità di Unibz e visitabile gratuitamente fino a domani. L’esposizione è in sostanza un dialogo tra paleontologia e arte attraverso le opere di oltre venti artisti. P.CA.