Buon giorno, sono una nonna di 97 anni, a cui il 21 marzo la nipote Irene ha mandato questa poesia, che trovo meravigliosa. Se vorrete pubblicarla ne sarei davvero felice. Io mi chiamo Rina Faccioli Antonietti. Mia nipote Irene Antonietti. Grazie.
Il tempo della tana
È il tempo della tana
ci hanno detto
Lasciate le scarpe sull'uscio
L'andare sarà per domani.
Beviamo giorni confusi
a piccoli sorsi
col timore di scottarci la lingua.
Frantumiamo promesse di calma
contro la porta chiusa
e subito dopo cerchiamo sorrisi
nel caffè del mattino.
Da un punto imprecisato fuori
di noi un'umanità spaventata
e nascosta ci parla.
È richiamo. Ricordo. Invito.
Preghiera.
Da ciò che in noi resta vivo
ripartiamo senza partire.
Stringiamo e teniamo e
ricordiamo e inventiamo.
Ognuno come può da dove può,
togliendo la strada al nostro andare
sentendoci fragili
come petali di ciliegio al vento.
- Sarà ancora fiorito quello in fondo al viale
quando il tempo
della tana sarà terminato?-
Ritorneremo a prima?
Che odore abbraccerò quando
potrò stringerti di nuovo?
Saprai di pane, torta e pazienza?
O di vuoto, arance, solitudine e
silenzio?
E noi di che colore saremo?
Non contare i giorni
presto
Tardi
Domani o fra un mese
non so quando
ma ci rivedremo.
Oltre gli occhi ti aspetto.
Saremo germoglio e alba.
Allora sì che sarà primavera.
Il tempo della tana
È il tempo della tana
ci hanno detto
Lasciate le scarpe sull'uscio
L'andare sarà per domani.
Beviamo giorni confusi
a piccoli sorsi
col timore di scottarci la lingua.
Frantumiamo promesse di calma
contro la porta chiusa
e subito dopo cerchiamo sorrisi
nel caffè del mattino.
Da un punto imprecisato fuori
di noi un'umanità spaventata
e nascosta ci parla.
È richiamo. Ricordo. Invito.
Preghiera.
Da ciò che in noi resta vivo
ripartiamo senza partire.
Stringiamo e teniamo e
ricordiamo e inventiamo.
Ognuno come può da dove può,
togliendo la strada al nostro andare
sentendoci fragili
come petali di ciliegio al vento.
- Sarà ancora fiorito quello in fondo al viale
quando il tempo
della tana sarà terminato?-
Ritorneremo a prima?
Che odore abbraccerò quando
potrò stringerti di nuovo?
Saprai di pane, torta e pazienza?
O di vuoto, arance, solitudine e
silenzio?
E noi di che colore saremo?
Non contare i giorni
presto
Tardi
Domani o fra un mese
non so quando
ma ci rivedremo.
Oltre gli occhi ti aspetto.
Saremo germoglio e alba.
Allora sì che sarà primavera.

