Storie

Quando il Catinaccio sparì dall’orizzonte di Bolzano 

Può capitare, ed è capitato, che ad un lettore dell’”Alto Adige” giunga in mano una cartolina come quella che qui riproduciamo. Può capitare, ed è capitato, che avverta per questa immagine una certa...



Può capitare, ed è capitato, che ad un lettore dell’”Alto Adige” giunga in mano una cartolina come quella che qui riproduciamo. Può capitare, ed è capitato, che avverta per questa immagine una certa familiarità. Che si chieda come si chiami e dove si trovi questo monte. Può capitare, ed è capitato, che si rivolga per avere lumi ad una persona che scriva frequentemente sul giornale di storia bolzanina, e che si presume possa dargli una risposta. E’ così che mi è pervenuta la vecchia cartolina che allego, e per la quale anch’io ho provato una certa familiarità.

Non è una foto, ma la riproduzione di un quadro ad olio. Me la ha mandata da Santa Maria Capua Vetere la signora Lucia De Riso, che ha vissuto a Bolzano, dove ha frequentato il liceo classico “Carducci” (come me). Ed ho capito ben presto la ragione della familiarità, di déjà vu che mi promanano da quest’immagine. Sì, è proprio lui, è il Colle, quello che qui si vede. La montagna dei bolzanini (oltretutto è un comprensorio che rientra proprio nei confini comunali della nostra città). Qualche piccola variazione sul tema, dovuta alla fantasia del pittore che la ha dipinta, ma il profilo è quello, quel prato lassù è il Bauernkohlern, il Colle dei Contadini, la collina qui sotto – anche se un po' inasprita nei contorni – è il Virgolo, e sotto si vede scorrere l’Isarco, e c’è anche la piana di Bolzano, con al suo mezzo un agglomerato di costruzioni antiche (una torre: è la chiesa di Gries?), ma qualcosa di fondamentale manca, ed è… il Catinaccio. A sinistra in basso si legge la scritta “Bozen 1837”, c’è un pittore che ritrae il panorama che gli sta davanti, ma manca il Catinaccio. Perché mai? Scopro che l’immagine, reperita casualmente in Google da Lucia De Riso, è la riproduzione di un olio su carta montato su tela di centimetri 39x31 che si trova addirittura in USA, a Washington, alla National Gallery of Art & Culture. Il suo titolo: “View of Bozen with a painter (1837)” (vista di Bolzano con un pittore).

Ma non è tutto: emerge anche che il pittore che ritrae un altro pittore (o sé stesso: questi artisti sono capaci di tutto!) è un francese, Jules Coignet, nato a Parigi nel novembre 1798 e lì morto nell’aprile 1836, paesaggista, ritrattista e litografo, insignito addirittura della Legion d’Onore. Che nel 1837 passò evidentemente per Bolzano, ossia Bozen.

Ma non vi si spiega perché questo paesaggista abbia voluto bandire dal paesaggio di Bozen proprio il Catinaccio, elemento identificativo, che altri invece hanno forzato di introdurre in cartoline proprie, concedendosi a veri e propri falsi. Pensiamo all’hotel bolzanino “Vittoria”, antistante la stazione FFSS, che fu abbattuto qualche decennio fa per costruirvi un palazzo della Provincia: il “Vittoria” era nato come Victoria, in onore della consorte dell’imperatore germanico Guglielmo, che così si chiamava, ma l’intitolazione rimase, perché sembrava celebrare la vittoria del regno d’Italia al termine della Grande Guerra. E anche del vecchio teatro “Verdi” si stamparono cartoline con alle spalle un Catinaccio, che invece si trovava altrove. Invece qui, nel quadro esposto a Washington, il Catinaccio proprio non figura e noi continuiamo a chiedercene il perché.

Avrebbe forse voluto essere citato come Rosengarten?

 













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