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LANA. È stata un vero successo la mostra di Lana “REVIVAL: l’arte d’impegno civile degli anni Settanta”, che ha chiuso da qualche giorno i battenti. All’ inaugurazione erano presenti i protagonisti di quella feconda e furente stagione di lotta contro le divisioni linguistiche e la ferrea chiusura del potere verso forme e linguaggi nuovi. I protagonisti di un’arte che non si lasciava appendere ai muri di casa hanno raccontato negli spazi millenari dell’Ansitz Thaler, nel cuore del centro storico della cittadina, la storia del loro gruppo: una vera e propria pattuglia mobile che operava tra Merano, Bolzano, Bressanone, Ortisei, racchiusa sotto le insegne del Kulturzentrum, associazione trilingue, composta da intellettuali, musicisti, registi, artisti di lingua italiana, tedesca e ladina. Franz Pichler, scultore meranese, formatosi all’Accademia di Belle Arti di Monaco di Baviera, la cui mostra personale è stata recentemente accolta con grande successo negli spazi di MeranoArte, ha ricordato l’avversione, prima culturale che politica, al motto in voga negli anni Settanta e Ottanta, declamato con fermezza e senza possibilità di deroghe dall’allora potente Assessore Provinciale alla Cultura di lingua tedesca, Anton Zelger, che dichiarava convinto: ”più ci separiamo, meglio ci capiamo”. Pichler metteva alla berlina la rigidità di Zelger, con esplosivi manifesti colorati. Jakob de Chirico, ha parlato dei murali dipinti da lui ed esposti in pieno centro a Merano nel 1971, con l’appoggio di tutto il consiglio unitario di fabbrica della Montedison. Aggiornati quotidianamente, riportavano la cronaca dell’occupazione della Fabbrica, a Sinigo, contro la decisione della sua chiusura. Un vero e proprio diario visivo. Egon Moroder Rusina ha raccontato la performance eclatante, messa in scena nel 1979, ai gabinetti pubblici di piazza della Vittoria, a Bolzano. Ha descritto il frac e il papillon che esaltavano il suo viso punk, dipinto di giallo. Ha ricordato, al numeroso pubblico presente, che gli artisti indossavano abiti eleganti da gran cerimonia, e che tutti sono protagonisti della mostra di Lana: da Jakob de Chirico, a Franz Pichler, Leander Piazza, Peter Kaser, Manfred Mureda, Gregor Prugger. Quella performance è stata definita da Moroder Rusina, tra gli applausi, di “qualità internazionale” per il dirompente mix che ha intrecciato l’inusualità della location alla proclamazione del valore universale dell’arte, al diritto inalienabile d’essere esposta e vista.


