BOLZANO/TRENTO. I rettili e la pelle d’oca camminano spesso insieme. È una delle reazioni più diffuse tra la gente che li osserva nei terrari casalinghi: brividi di paura ma anche tanta passione. Perchè sono sempre di più i bolzanini e i trentini che si avvicinano a questo mondo e in città uno dei massimi esperti nel settore è Matteo Roncon, dipendente di Dogat al Twenty. «Ho la fortuna di lavorare nel settore da appassionato. Un principiante può iniziare dal geco leopardo. Animale notturno senza esigenze complicate che raggiunge i 15-20 centimetri e può essere tenuto in un terrario 60X45X45. Va fatta distinzione, però, tra animali del deserto, della giungla e della foresta pluviale. Cambiano le necessità legate al tasso di umidità, alla temperatura e all’esposizione delle lampade Uvb. Chiaramente gli animali originari del deserto avranno bisogno di più radiazioni mentre i terrari da foresta pluviale vanno annaffiati spesso e devono essere molto piantumati. La struttutra, in ogni caso deve essere allestita con grande attenzione all’illuminazione, alla temperatura e alle esigenze dei singoli animali». Guardiamoli da vicino e partiamo dal re dei rettili: il serpente. «Si può cominciare con un falso corallo. Fondamentale, in questo caso, creare due gradienti termici all’interno del terrario. Li ottieni con un tappetino riscaldante applicato all’esterno e lampade “spot”. Non deve mai mancare l’acqua offrendo dei ripari con rocce o radici. L’alimentazione è basata su prede decongelate. Per etica se l’animale è abituato a mangiare così è un peccato dargli il vivo. Non è necessario». Affascina moltissimo il camaleonte. «È un animale arboricolo. Il terrario, in questo caso, deve estendersi in altezza ed essere ventilato con griglie d’aerazione laterali. Sono molto sensibili agli sbalzi termici. Mangiano grilli, locuste ma anche blatte. Poco consigliato utilizzare tarme delle farine e camole perchè le prime sono troppo chitinose e le altre grasse. Non bevono dalle ciotole, ma dalle foglie: va nebulizzato spesso».
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