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VENEZIA. Al primo posto nelle preferenze dei critici “Room next door - La porta accanto” di Pedro Almodovar, è il film favorito per il Leone d'Oro della Mostra del Cinema che si avvia a conclusione. Stasera sapremo i vincitori dell'81ª edizione, mai come quest'anno caratterizzata dai venti di guerra che arrivano sia dal fronte russo-ucraino che dal Medio Oriente. Ma molti film riflettono anche sui conflitti umani e sulle loro dinamiche tra uomo e donna, tra potere e individuo.
L'opera di Almodovar è un manifesto sulla possibilità di scegliere quando porre fine a inutili sofferenze e di poterlo fare in modo dignitoso, mentre ancora in tanti Stati l'eutanasia è fuori legge. Protagoniste due amiche, una reporter di guerra (Tilda Swinton) e una scrittrice (Julianne Moore), che si ritrovano dopo anni di lontananza: la prima ha un cancro incurabile e chiede all'altra di assisterla nella decisione di porre fine alle sue sofferenze. Il film poggia sull’interpretazione straordinaria delle due attrici e la capacità del regista di affrontare il tema complesso del fine vita senza pietismi ma con delicatezza e pathos unici.
Tra le pellicole più attese “Joker: Folie à deux” di Todd Phillips, sequel di “Joker” vincitore del Leone d'Oro nel 2019. Il film precedente aveva suscitato entusiasmo per il vitalismo anti-sistema, il sequel perde smalto e si trasforma soprattutto in un musical, dove spiccano le qualità vocali di Lady Gaga, ma non basta.
Tra i film in concorso, film che affrontano la guerra guardando al passato, soprattutto in Alto Adige c’è tanta attesa per “Vermiglio”, della regista bolzanina Maura Delpero. Accolto con molto calore dal pubblico e dai critici, “Vermiglio” racconta l'ultimo anno della seconda guerra mondiale vissuto nel piccolo paese della Val di Sole, all'interno di una grande famiglia, quella del maestro. Uno spazio chiuso, ha spiegato la regista, dove per paradosso mentre la guerra sta per finire, la famiglia perde la pace perché la figlia maggiore si innamora di un disertore e lo sposa, in una storia dalla fine tragica. È un'occasione per riflettere su come i grandi eventi incidano sulla vita degli individui, ma è anche un omaggio alle donne, perché sono loro che hanno il coraggio di prendere in mano la loro vita, nonostante i condizionamenti e le tradizioni secolari. Magistrale è la capacità di Delpero di tratteggiare il carattere dei tanti figli del maestro, di farci entrare in empatia con questi bambini sul cui destino decide il padre: solo una potrà studiare, mentre chi non “eccelle” è costretto a rinunciare alle proprie aspirazioni.
Un lavoro apprezzato, quello della bolzanina: ieri infatti a “Vermiglio” è stato assegnato uno dei due riconoscimenti "Sorriso Diverso Venezia Award", premi collaterali ufficiali della Mostra internazionale d'arte cinematografica, per le opere di interesse sociale che valorizzano la diversità e tutelano le fragilità delle persone. Ad aggiudicarsi il premio per la prima volta sono state due registe donne, con due opere che diversamente raccontano con forza il ruolo femminile: il titolo di miglior film italiano è andato al film di Maura Delpero, quello per il miglior film straniero a “Mon inseparable” di Anne-Sophie Bailly.


