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ORTISEI. «Multicotteri» comandati a distanza che trasportano fino a 100 chili. Gli ideatori sono due giovani fratelli di Ortisei Moritz e Matthias Moroder, di 25 e 22 anni. Nel 2015 hanno fondato l’azienda FlyingBasket: una Start-Up che lavora nei campi del design, della produzione, dell’operazione e della manutenzione di Sistemi a Pilotaggio Remoto, cioè di droni.
«L’idea è nata nel 2015, inizialmente per noi la costruzione di droni era solo un passatempo, che poi fortunatamente è diventato il nostro lavoro» così Moritz Moroder. Il «multicottero» è più leggero rispetto ad un normale elicottero e potrà essere impiegato per effettuare ponti aerei con zone isolate in operazioni di protezione civile o per ricognizioni di tipo geologico. Nel corso degli ultimi anni hanno sviluppato diversi prototipi fino ad arrivare all’ultima versione realizzata che pesa 60 chili e riesce a trasportarne fino a 100. «Il nostro obiettivo principale è quello di rifornire di merci e soprattutto di alimentari le baite che non si possono raggiungere in macchina e che prima potevano fare affidamento solo sull’aiuto dell’elicottero».
Un’idea innovativa che guarda al futuro quella dei due giovani che aspettano l’autorizzazione da parte dell’Easa, l’Agenzia europea per la sicurezza aerea.
«Finora abbiamo solo effettuato voli di prova, arriverà a settembre l’autorizzazione per i voli di trasporto merce e entro l’anno prossimo inizieremo con la fornitura completa delle baite. Diverse aziende altoatesine sono interessate al servizio che proponiamo e hanno intenzione di collaborare con noi, soprattutto le baite di montagna».
Si tratta di un servizio davvero utile soprattutto in un’area come quella della Val Gardena - e in generale anche in tutta la regione - dove molte zone non sono raggiungibili o lo sono solo difficilmente. «Nel 2016 siamo entrati in società con Matthias Vinatzer che aiuta me e mio fratello con la realizzazione dei prototipi- continua l’ideatore. - Stiamo lavorando ad un ulteriore aumento del peso trasportabile, anche se 100 chili sono già un gran risultato, siamo i primi a livello europeo a richiedere all’Easa l’autorizzazione di volare un drone che trasporti un peso così elevato».
I due gardenesi hanno partecipato all’iniziativa transfrontaliera «Premio giovani ricercatori dell'Euregio» consegnato durante le giornate del Tirolo ad Alpbach, giunta quest’anno alla settima edizione. Il premio più consistente, di 2000 euro, per giovani innovatori è andato proprio a Moritz e Matthias Moroder. I sei finalisti hanno presentato i loro lavori, confrontandosi faccia a faccia con noti scienziati e responsabili politici.
«Io e mio fratello siamo davvero contenti, è molto soddisfacente sentire tutti i riscontri positivi che abbiamo avuto dopo la vincita del premio».
I prototipi sono interamente ideati, disegnati e realizzati dai due fratelli, fino ad arrivare all’attuazione dei due ultimi modelli che si chiamano FB1 e FB3. Il drone FB1 pesa 50 chili, ne trasporta 30 e la durata del volo va dai 15 ai 40 minuti, il drone FB3 invece pesa 60 chili, ne trasporta 100, per una durata che va dai 15 ai 50 minuti, dipende da quanto pesa la merce trasportata.
«Stiamo inoltre lavorando alla certificazione dei nostri droni, per raggiungere una produzione in serie. Ma pensiamo che questo possa durare altri due anni» conclude Moroder.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«L’idea è nata nel 2015, inizialmente per noi la costruzione di droni era solo un passatempo, che poi fortunatamente è diventato il nostro lavoro» così Moritz Moroder. Il «multicottero» è più leggero rispetto ad un normale elicottero e potrà essere impiegato per effettuare ponti aerei con zone isolate in operazioni di protezione civile o per ricognizioni di tipo geologico. Nel corso degli ultimi anni hanno sviluppato diversi prototipi fino ad arrivare all’ultima versione realizzata che pesa 60 chili e riesce a trasportarne fino a 100. «Il nostro obiettivo principale è quello di rifornire di merci e soprattutto di alimentari le baite che non si possono raggiungere in macchina e che prima potevano fare affidamento solo sull’aiuto dell’elicottero».
Un’idea innovativa che guarda al futuro quella dei due giovani che aspettano l’autorizzazione da parte dell’Easa, l’Agenzia europea per la sicurezza aerea.
«Finora abbiamo solo effettuato voli di prova, arriverà a settembre l’autorizzazione per i voli di trasporto merce e entro l’anno prossimo inizieremo con la fornitura completa delle baite. Diverse aziende altoatesine sono interessate al servizio che proponiamo e hanno intenzione di collaborare con noi, soprattutto le baite di montagna».
Si tratta di un servizio davvero utile soprattutto in un’area come quella della Val Gardena - e in generale anche in tutta la regione - dove molte zone non sono raggiungibili o lo sono solo difficilmente. «Nel 2016 siamo entrati in società con Matthias Vinatzer che aiuta me e mio fratello con la realizzazione dei prototipi- continua l’ideatore. - Stiamo lavorando ad un ulteriore aumento del peso trasportabile, anche se 100 chili sono già un gran risultato, siamo i primi a livello europeo a richiedere all’Easa l’autorizzazione di volare un drone che trasporti un peso così elevato».
I due gardenesi hanno partecipato all’iniziativa transfrontaliera «Premio giovani ricercatori dell'Euregio» consegnato durante le giornate del Tirolo ad Alpbach, giunta quest’anno alla settima edizione. Il premio più consistente, di 2000 euro, per giovani innovatori è andato proprio a Moritz e Matthias Moroder. I sei finalisti hanno presentato i loro lavori, confrontandosi faccia a faccia con noti scienziati e responsabili politici.
«Io e mio fratello siamo davvero contenti, è molto soddisfacente sentire tutti i riscontri positivi che abbiamo avuto dopo la vincita del premio».
I prototipi sono interamente ideati, disegnati e realizzati dai due fratelli, fino ad arrivare all’attuazione dei due ultimi modelli che si chiamano FB1 e FB3. Il drone FB1 pesa 50 chili, ne trasporta 30 e la durata del volo va dai 15 ai 40 minuti, il drone FB3 invece pesa 60 chili, ne trasporta 100, per una durata che va dai 15 ai 50 minuti, dipende da quanto pesa la merce trasportata.
«Stiamo inoltre lavorando alla certificazione dei nostri droni, per raggiungere una produzione in serie. Ma pensiamo che questo possa durare altri due anni» conclude Moroder.
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