BOLZANO. "L'importanza dell'industria siderurgica è strategica per l'Italia, a maggior ragione per comparti che lavorano per il settore della difesa. Ho informato Palazzo Chigi con colloqui con il sottosegretario Mantovano". Lo ha detto il ministro delle imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, in un confronto telefonico con l'assessore provinciale allo sviluppo economico, Marco Galateo, sugli sviluppi relativi al rinnovo della concessione dell'area produttiva occupata dalle Acciaierie Valbruna di Bolzano.

Il ministro e l'assessore, riferisce una nota, "hanno condiviso le informazioni necessarie sulla gara pubblica per l'assegnazione dell'area, sottolineando la valenza strategica dello stabilimento bolzanino". Entrambi, prosegue la nota, hanno ribadito come Acciaierie Valbruna "rappresenti un asset strategico non solo per l'Alto Adige ma per l'intero comparto siderurgico nazionale ed europeo. La produzione dello stabilimento di Bolzano, strettamente integrata con quello di Vicenza, costituisce infatti un polo unico a livello italiano ed europeo, capace di competere a livello globale con poche eccellenze nel mercato metallurgico".

Urso e Galateo hanno condiviso "la necessità di prevedere garanzie per la tutela occupazionale, ritenuta prioritaria tanto quanto la salvaguardia del settore e della sua capacità competitiva". "L'Acciaieria Valbruna è un presidio industriale vitale per il nostro territorio e un'eccellenza per l'Italia - ha dichiarato Galateo - la gara pubblica rispetterà le norme sulla trasparenza e apertura al mercato, tutelando gli interessi della Provincia e dello Stato". 

Sulla questione è intervenuto anche il deputato e coordinatore regionale di Fratelli d'Italia del Trentino Alto Adige, Alessandro Urzì, sottolineando che le Acciaierie Valbruna di Bolzano sono "uno dei complessi strategici di lavorazione primaria degli acciai a livello nazionale, collegata in forma di interdipendenza con lo stabilimento di Vicenza e quelli oltre oceano del gruppo Amenduni". E ancora: "esistono settori produttivi che possono essere definiti di interesse nazionale, perché l'Italia ha ancora un ruolo di competitor internazionale e di fornitore diretto sul mercato nazionale del tutto invidiabile a cui non si può e non si deve rinunciare". "Interesse nazionale - aggiunge Urzì, che cita anche il caso dell'Ilva di Taranto - significa che va preservata la capacità di produzione ed indipendenza dal mercato internazionale. Le crisi con la Russia, i dazi americani, l'instabilità in medio oriente ci ricordano che il nostro paese deve garantirsi una più ampia possibile autosufficienza nella lavorazione delle materie prime". "Tutta la questione Acciaierie di Bolzano - prosegue il deputato di Fdi - è all'attenzione del ministero delle attività produttive e del made in Italy ed in primis del ministro Adolfo Urso. Per la Provincia significa garanzia di potere contare su risorse in termini di tasse riscosse preziose per il bilancio provinciale". "Sullo sfondo, ovviamente il tema occupazionale e l'imprescindibile dovere di garantire i livelli di occupazione attuali, se non pensare ad uno sviluppo, ma indissolubilmente centrale è il tema dell'interesse strategico nazionale sul quale ho attivato e sto attivando sul fronte governativo e parlamentare tutti gli strumenti utili a sostenere ogni azione necessaria per garantire la continuità nella produzione siderurgica nello stabilimento di Bolzano", conclude Urzì.