BOLZANO. L’HGV, l’Unione Albergatori e Pubblici Esercenti dell’Alto Adige, guarda con favore alla volontà dell’Unione Europea di definire un quadro normativo più chiaro sugli affitti brevi e chiede che anche sul territorio provinciale vengano rafforzati controlli e verifiche per contrastare eventuali forme irregolari di locazione turistica.

Secondo il presidente dell’HGV Klaus Berger, le nuove regole devono garantire equilibrio tra il mercato degli alloggi privati e le strutture ricettive autorizzate. «Anche nella nostra provincia gli alloggi sono una risorsa scarsa e le strutture regolari, così come gli affittacamere registrati, non devono essere penalizzati da forme di locazione illegali o mascherate», sottolinea.

L’associazione ribadisce però che le norme già introdotte devono essere applicate in modo efficace. Il codice CIN, secondo l’HGV, rappresenta uno strumento utile per aumentare la trasparenza degli annunci turistici, ma non può sostituire un sistema stabile di controlli. L’Unione Albergatori chiede quindi chiarimenti alla Provincia sull’eventuale affidamento di un servizio esterno di verifica annunciato in passato, sui tempi di avvio delle attività e sugli eventuali risultati già ottenuti.

Nel mirino dell’HGV anche l’utilizzo delle seconde case. L’associazione evidenzia il rischio che alcune eccezioni previste dalla normativa possano essere sfruttate per trasformare, di fatto, abitazioni private in strutture ricettive non dichiarate attraverso contratti di lunga durata, sublocazioni o accordi formalmente privati.

«Sono necessari un confronto sistematico dei dati e controlli che non si limitino agli annunci pubblicamente visibili, ma che verifichino l’effettivo utilizzo degli alloggi», afferma il direttore dell’HGV Raffael Mooswalder, chiedendo una maggiore attenzione sulle modalità con cui gli immobili vengono realmente impiegati a fini turistici.