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BOLZANO. Gli ultimi dati diffusi dall’Osservatorio provinciale sul mercato del lavoro non lasciano spazio a grandi slanci di ottimismo ma confermano come alcuni settori (alberghiero e servizi in testa, ma anche l’agricoltura) riescano, comunque, a tenere botta. Cresce il numero complessivo dei disoccupati (oltre 12 mila persone) ma anche dei senza lavoro da oltre un anno (saliti a 2.310).
I dipendenti. Partiamo proprio dai dati sul numero di occupati dipendenti che a fine luglio erano 186.621 con una crescita dello 0,2 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno con un incremento di 306 posti. La forza lavoro non ha subito dunque variazioni sostanziali.
Chi sale. A fare la parte del leone per quanto attiene l'aumento dei posti di lavoro è il settore alberghiero con 22.490 posti, 648 in più dello scorso anno con una crescita secca del 3 per cento. Vanno altrettanto bene anche le occupazioni comprese alla voce "altri servizi", all'interno della quale figurano anche trasporto e magazzinaggio, attività finanziarie e assicurative. Il contingente è di 20.690 posti con un incremento secco di 640 unità. La terza voce positiva di un certo rilievo è il comparto agricolo con una crescita di 306 posti che porta il totale di dipendenti a quota 6.823 (+2,6 per cento).
Chi è stabile. Sono quattro, invece, i settori sostanzialmente stabili, con lievi oscillazioni positive. Si tratta della manifattura legata all'industria con 22.989 posti e un incremento di 44 unità (più 0,2 per cento), del trasporto con 7438 posti (+ 54 posti pari ad un incremento dello 0,7 per cento), dell'istruzione con 17.963 posti con una crescita di sole 12 unità (più 0,2 per cento) e della sanità e del l'assistenza sociale con 19.137 posti, 147 in più dello stesso periodo dello scorso anno ed un incremento pari allo 0,8 per cento.
Chi scende. Sono sei invece i comparti ad aver registrato un calo, più o meno rilevante. Il settore con la contrazione maggiore è quello dell'edilizia con una diminuzione di 354 posti nelle aziende a carattere industriale e un calo di 194 posti in quelle a carattere artigianale, per un totale di 548 posti in meno. I posti garantiti dall’edilizia restano comunque più di 15 mila. Male anche il commercio che a fine luglio contava su 27.323 dipendenti con un calo di 440 unità pari all'1,6 per cento. Scendono anche le attività finanziarie e assicurative (101 posti in meno pari al 2%) e la pubblica amministrazione (191 posti in meno pari all'1,3%).
Cassa integrazione e Cassa edile. Per quanto attiene invece la cassa edile le ore lavorate a giugno sono scese del 6 per cento (-402.765 ore) mentre la cassa integrazione ordinaria è diminuita del 20 per cento, a fronte peraltro di un netto aumento di quel straordinaria (+1290 per cento pari ad oltre 2 milioni).
I disoccupati. Le persone iscritte fra i disoccupati sono salite a quota 12.280 con un aumento di oltre 2.500 unità pari al 26,7 per cento. Quelle di lunga durata (senza lavoro da più di 12 mesi) sono 2310 pari, con una crescita del 7,4 per cento (160 persone). Le persone in mobilità sono 670 con un aumento del 13,8 per cento.
I posti ancora liberi. Le offerte di impiego per contro sono state 5.305 con un calo di 913 posti pari al 15 per cento rispetto allo scorso anno. I posti offerti dalle varie agenzie sono 1.235, ovvero 307 in meno rispetto al recente passato. Il calo in questo caso è stato del 20 per cento. Domanda e offerta, in diversi settori, proprio non si incrociano.
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