BOLZANO. In sei anni l’Alto Adige ha perso 213 imprese del commercio al dettaglio. Le attività registrate sono passate dalle 3.673 del 2019 alle 3.460 del 2025, con una diminuzione del 5,8%. Un calo ancora più marcato, in termini percentuali, si registra nel capoluogo.

A Bolzano le imprese sono infatti scese da 917 a 850: 67 attività in meno, pari al 7,3%. I dati emergono dall’analisi di Confesercenti Alto Adige, elaborata sulla base dei numeri camerali. Il confronto fotografa la riduzione della consistenza delle imprese tra il 2019 e il 2025 e non rappresenta, invece, il numero complessivo delle chiusure avvenute nei sei anni.

Secondo Confesercenti, la contrazione della rete commerciale avrebbe anche un impatto rilevante sull’economia locale. Per il solo comune di Bolzano, l’associazione stima in circa 10 milioni di euro i consumi potenzialmente sottratti al circuito economico. Considerando le 213 imprese in meno nell’intera provincia, la cifra raggiungerebbe circa 32 milioni di euro, compreso il capoluogo. Si tratta di stime riferite all’intero periodo considerato e non di perdite annuali accertate.

«Questi numeri ci dicono che anche l’Alto Adige deve intervenire prima che la rete del commercio di vicinato si indebolisca ulteriormente», afferma il direttore di Confesercenti Alto Adige Mirco Benetello. L’associazione sta raccogliendo firme per la proposta di legge di iniziativa popolare dedicata alla rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità, chiedendo misure concrete per sostenere la presenza delle attività nei quartieri e nei paesi.