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BOLZANO. I lavoratori altoatesini guardano al futuro con maggiore ottimismo, ma il carovita continua a pesare sui bilanci familiari. Negli ultimi cinque anni i prezzi al consumo sono aumentati di oltre il 25%, mentre molti stipendi non hanno recuperato il potere d'acquisto perduto. È quanto emerge dal nuovo Barometro Ipl, che registra un miglioramento delle aspettative per i prossimi dodici mesi. Resta però un dato significativo: il 27% degli intervistati dichiara difficoltà ad arrivare a fine mese, mentre il 41% ritiene che non riuscirà a risparmiare.
Secondo l'Istituto promozione lavoratori, tutti e sei gli indicatori del clima di fiducia sono rimasti stabili o hanno registrato un lieve miglioramento rispetto al trimestre precedente. L'indice generale si attesta a +16 punti, su una scala compresa tra -100 e +100. A sostenere le aspettative contribuiscono la solidità del mercato del lavoro, il buon andamento del turismo e la ripresa del credito. Migliorano leggermente anche le previsioni sulla disoccupazione e sulla capacità di affrontare le spese quotidiane.
Il problema principale resta però la perdita del potere d'acquisto. «Un'inflazione del 4,1% in un singolo anno non sarebbe di per sé un problema così grave», osserva Stefan Perini, direttore dell'Ipl. «Il fatto è, però, che tra il 2021 e il 2026 i prezzi al consumo sono aumentati di oltre il 25%, mentre i salari spesso sono rimasti al palo». Perini sottolinea che, nella maggior parte dei casi, questa perdita non è stata interamente compensata dagli aumenti salariali.
Le aspettative variano sensibilmente tra i diversi settori economici. I lavoratori del commercio e del comparto alberghiero e della ristorazione manifestano maggiore ottimismo, mentre quelli del manifatturiero, dell'edilizia e dei servizi privati esprimono valutazioni più contenute. Per l'Ipl, nonostante le difficoltà economiche ancora presenti, i risultati rappresentano un segnale relativamente positivo rispetto alle rilevazioni precedenti.


