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BOLZANO. In sei anni l’Alto Adige ha perso 153 bar, oltre uno su dieci. Le imprese del comparto sono passate dalle 1.302 del 2019 alle 1.149 del 2025, con una flessione dell’11,8%. La perdita di ricchezza per il territorio è stimata in circa 46 milioni di euro. A fotografare la situazione è l’Ufficio economico di Confesercenti, sulla base dei dati Infocamere. Un andamento migliore rispetto alla media nazionale, ma che conferma una contrazione significativa anche nei paesi.
Nel solo comune di Bolzano, nello stesso periodo, i bar sono scesi da 433 a 398: 35 attività in meno, pari a un calo dell’8,1%. La ricchezza persa nel capoluogo viene stimata in circa 11 milioni di euro. Per Confesercenti, però, la questione non è soltanto economica. La chiusura di un locale significa perdere anche un luogo di incontro, un servizio raggiungibile a piedi e, soprattutto nei quartieri e nei piccoli centri, un presidio quotidiano del territorio.
«Una luce, una frequentazione o anche solo una persona fidata dietro un bancone» possono rappresentare un punto di riferimento anche per chi si trova in difficoltà, sottolinea l’associazione. Il fenomeno rientra nella più ampia desertificazione commerciale che interessa negozi e pubblici esercizi. Tra le cause vengono indicati l’aumento dei costi di energia, materie prime, affitti e lavoro, il calo del potere d’acquisto, le nuove abitudini di consumo e le difficoltà nel ricambio generazionale e nella ricerca di personale. In Italia, tra il 2019 e il 2025, sono scomparse 24.073 imprese del servizio bar, pari al 14,2%.
Confesercenti Alto Adige rilancia quindi la proposta di legge di iniziativa popolare per la rigenerazione urbana e il sostegno alle attività di prossimità. L’associazione invita operatori e cittadini a sottoscriverla online o nella propria sede, con l’obiettivo di sostenere bar, ristoranti, negozi e servizi che contribuiscono a mantenere vivi i centri urbani e i paesi. «Difendere queste attività – è il messaggio – significa difendere anche i luoghi nei quali una comunità si incontra e si riconosce».


