BOLZANO. Il Trentino-Alto Adige guida l’Italia per produttività del lavoro e si colloca anche ai vertici nazionali per le retribuzioni dei dipendenti privati. È uno degli elementi che emergono dall’analisi dell’Ufficio studi della Cgia sui dati 2024, che fotografa un Paese ancora profondamente diviso tra Nord e Sud per giornate lavorate, stipendi e produttività. La regione precede Lombardia, Valle d’Aosta, Lazio ed Emilia-Romagna nella graduatoria della produttività.

Il primato assume particolare rilievo anche per l’Alto Adige, territorio caratterizzato da un mercato del lavoro dinamico ma con una forte presenza di settori stagionali, a partire dal turismo. Sul fronte delle retribuzioni, il Trentino-Alto Adige è quinto in Italia: lo stipendio medio annuo lordo dei dipendenti privati è di 25.244 euro, superiore alla media nazionale di 24.486. Davanti si trovano Lombardia, con 30.384 euro, Emilia-Romagna, Piemonte e Veneto.

Lo studio della Cgia evidenzia soprattutto la distanza tra le due Italie. Nel 2024 al Nord un dipendente ha lavorato mediamente 255 giornate, contro le 228 del Mezzogiorno: 27 giorni di differenza, quasi un mese. Anche la paga media giornaliera cambia sensibilmente: 108 euro nel Settentrione e 80 al Sud, con un divario del 36%. Una forbice che, secondo l'analisi, non deriva da una minore propensione al lavoro nel Meridione, ma dalla maggiore diffusione di precarietà, part-time involontario, stagionalità e lavoro sommerso.

Il rapporto sottolinea inoltre la stretta relazione tra produttività e salari: dove è maggiore il valore prodotto per lavoratore, tendenzialmente sono più elevate anche le buste paga. Per contrastare il lavoro povero, la Cgia punta sulla stabilizzazione dei rapporti, sulla trasformazione del part-time involontario e su una maggiore diffusione della contrattazione di secondo livello. Oggi quest’ultima interessa appena il 26% dei dipendenti privati italiani, circa 4,2 milioni di lavoratori.