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BOLZANO. Riparte a pieno regime lo stabilimento dell'Aluminium Bozen, dopo l'incidente del 21 giugno 2024, in cui perse la vita l'operaio Bocar Diallo. Le autorità competenti hanno disposto il dissequestro totale dell'area interessata.
"Fin da subito la proprietà ha manifestato vicinanza e sostegno ai familiari di Diallo e ai lavoratori rimasti feriti, collaborando in modo trasparente con le autorità per fare piena luce sull'accaduto", ricorda l'azienda. "Ripartire oggi al 100% significa non solo tornare alla piena operatività industriale, ma anche onorare la memoria di chi non c'è più, costruendo un futuro più sicuro, più giusto, più consapevole - dichiara Aluminium Bozen -. Questo è il nostro impegno, oggi più che mai".
Durante i mesi di indagine, la fonderia è rimasta parzialmente ferma, imponendo all'azienda un "notevole sforzo per garantire continuità produttiva e fornire al mercato estrusi in leghe dure di alluminio, materiali utilizzati in settori ad alta tecnologia come difesa e aerospazio".
"Garantire oggi la piena capacità produttiva significa anche assicurare al Paese un materiale strategico per la sua sicurezza nazionale ed industriale, oltreché per la competitività europea", aggiunge la proprietà.
L'azienda, sottolinea che "è un segnale positivo che il Governo italiano, attraverso l'istruttoria Golden Power, abbia riconosciuto la piena strategicità del sito di Acciaierie Valbruna di Bolzano, che produce acciaio. È una conferma importante del ruolo che questi poli industriali rivestono per l'Italia. Noi siamo convinti che l'alluminio sia strategico quanto l'acciaio, perché è al centro delle grandi sfide della transizione verde, dell'aerospazio e della difesa".


