BOLZANO. Chiara l’importanza dell’apprendistato per l’occupazione giovanile. Alto Adige da modello anche per l’intero Paese. Ma non è tutto oro quel che luccica, come è emerso ieri a Bolzano alla prima Giornata altoatesina della formazione organizzata dagli artigiani Apa. Il 38% delle aziende locali ha rinunciato agli apprendisti a causa degli eccessivi oneri burocratici. Così, ad esempio il presidente Gert Lanz, citando un sondaggio commissionato dalla sua associazione. Comunque «l’Alto Adige continua a rappresentare un esempio. - sottolinea il presidente di Confartigianato Giorgio Merletti - Per poter far sì che tale modello venga esportato in tutta Italia, servirà prima adeguare le disposizioni e le condizioni base attualmente esistenti a livello nazionale».

«Anche se in provincia di Bolzano possiamo contare su un modello formativo d’eccellenza ed imitato da molti altri Paesi, dobbiamo sempre fare i conti con gli ostacoli che vengono posti sul nostro cammino», rimarca Lanz . Resta il fatto che per avere successo a medio e lungo termine l’economia deve poter contare su una forza lavoro adeguatamente formata.

Nell’ambito della Giornata della formazione si è svolta una tavola rotonda con rappresentanti provenienti da Alto Adige, Baviera, Austria e Svizzera. Al centro del dibattito i punti di forza del sistema formativo duale e sulle diverse applicazioni nei singoli Paesi. Tanto il bavarese Josef Amann, quanto l’assessore alla scuola del Land Tirolo Roland Teissl e Rico Cioccarelli, imprenditore e formatore svizzero, hanno concordato sulla necessità di ottenere una svolta culturale in merito alla formazione professionale. «Dobbiamo riuscire a sfatare il mito che descrive l’apprendistato come qualcosa di peggiore rispetto alla frequentazione di una scuola superiore. - afferma Teissl - Dobbiamo cercare di mostrare ai giovani ed ai loro genitori quali sono le prospettive offerte da una formazione professionale a 360 gradi».

«In Italia il mondo dell’apprendistato viene preso ancora troppo poco in considerazione, mentre fortunatamente in Alto Adige può contare su una forte valenza», sottolinea il presidente di Assoimprenditori Alto Adige, Stefan Pan.

In merito a questa tematica servirà tuttavia anche un cambio d’atteggiamento da parte delle imprese, che dovranno essere preparate per formare al meglio la competente forza lavoro del futuro. Al contempo servirà anche adattare diverse disposizioni legislative, ad esempio in ambito di protezione giovanile. Se in Svizzera esistono ad esempio misure speciali atte a favorire la formazione di un apprendista panettiere, in Italia è in vigore l’assoluto divieto di lavoro notturno per i giovani. «Siamo assolutamente disponibili ad incontrarci con le associazioni economiche ed a discutere possibili eccezioni ai regolamenti in essere», assicura a tal proposito il segretario aggiunto della Cisl/Sgb, Michele Buonerba. «Per rinforzare ulteriormente il sistema formativo duale e garantire anche in futuro la certezza dei posti di lavoro è necessario compiere dei passi avanti. Per quanto concerne ad esempio i piani formativi, essi dovrebbero essere scritti in modo che i corsi per la sicurezza sul lavoro entrino a far parte della formazione professionale. Per poter formare della forza lavoro competente, sarebbe inoltre cruciale aumentare a quattro anni la durata dell’apprendistato in tutti i mestieri», ancora Lanz.

Infine l’accesso alla maturità professionale, che dovrebbe essere uguale per tutti: a tal proposito sarà fondamentale trovare le condizioni per rendere possibile la maturità professionale anche nei mestieri che richiedono attualmente solo tre anni di apprendistato. Il fatto che in Alto Adige esistano già 180 iscrizioni per la maturità professionale dimostra chiaramente che su questo tema esiste grande interesse.