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BOLZANO. Il calo degli apprendisti in Alto Adige è evidente: nel 1998 erano occupati 5.767 apprendisti, nel 2014 erano solo 4.374, quindi un quinto in meno. E questo nonostante l’apprendistato sia visto come una delle positività per la quasi piena occupazione in Alto Adige. Riferiti al numero di lavoratori occupati, gli apprendisti rappresentano ormai solamente il 2,3%, mentre nel 1998 erano ancora il 4%. Sono questi alcuni dati contenuti nello studio dell’Istituto promozione dei lavoratori (Ipl), curato da Werner Pramstrahler.
Comunque dal 2013 emerge un trend lievemente positivo: dopo il minimo storico di 3.966 apprendisti nel 2012 il totale degli apprendisti ha di nuovo ampiamente superato la soglia delle 4.000 unità. Il settore alberghiero e di ristorazione e il settore dei servizi tornano a crescere, anche se solo moderatamente. Ma anche altri settori registrano dal 2010 nuovi aumenti, seppure modesti. Nel complesso appare stabile anche il primo semestre del 2015. Il calo del numero di apprendisti si rispecchia nei dati sulle scuole professionali: dall’anno scolastico 2009/10 gli apprendisti calano, infatti, del -11,6%. Si registra invece un aumento degli alunni dei corsi a tempo pieno pari a +16,8%. L’attuale comportamento dei giovani nella scelta scolastica evidenzia un netto predominio delle scuole superiori tradizionali e dei corsi professionali a tempo pieno. Solo uno studente iscritto su dieci è apprendista.
Da un’analisi più approfondita del settore dell’apprendistato emergono alcuni sviluppi significativi: il calo degli apprendisti di sesso femminile è più marcato: ammonta a quasi un terzo nel periodo 2000 - 2014 (-29,3%), quello degli apprendisti maschi si limita invece a “solo” un -17,0%; gli apprendisti “invecchiano”: solo il 35,7% degli apprendisti ha meno di 17 anni. Nel 2000 era il 58,7%. Il calo complessivo interessa in primo luogo l’apprendistato tradizionale; le forme “non tradizionali” di apprendistato (apprendistato professionalizzante e apprendistato di alta formazione e ricerca) crescono notevolmente. Nel commercio si constata un marcato calo di apprendisti: rispetto al 2000, nel 2014 si contano ben 600 apprendisti in meno. Il numero di apprendisti cala del -43,6%, fino ad arrivare a 820 persone. Nello stesso periodo il numero di lavoratori occupati nel commercio è cresciuto invece di quasi 6.000 unità. Dal 2013 si osserva tuttavia anche in questo settore una lieve ripresa del numero di apprendisti. Invece nel settore alberghiero si registra un marcato aumento di apprendisti: rispetto al 2000 si contano nel 2014 oltre 100 apprendisti in più; ciò corrisponde a un aumento di quasi il 20%, per arrivare a 606 persone con contratto di apprendistato. Nel settore alberghiero e ristorazione il numero di lavoratori dipendenti aumenta nello stesso periodo di oltre 8.200 unità, in totale quindi del 57%.
L’andamento nel periodo 2000-2014 dimostra che non è il rapporto di apprendistato ad essere in crisi, bensì l’apprendistato tradizionale. La conclusione? «L’apprendistato professionale potrà averre successo solo se sostenuto da un sistema di cooperazione e se diventerà luogo di innovazione sociale». In Alto Adige la formazione professionale duale va dunque mantenuta e rafforzata.


