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BOLZANO. «Sapere. Fare. Artigianato»: è stato questo il motto 2015 scelto da lvh.apa Confartigianato Imprese per l’assemblea annuale, andata in scena ieri a Bolzano, di fronte ad una vasta platea di imprenditori ed ospiti d’onore. Chiara la tematica principale dell’evento, nel corso del quale si è puntato sulla necessità di mettere in primo piano le capacità artigiane, delle doti da sviluppare nel migliore dei modi possibili.
«In passato non è mai esistita così tanta conoscenza come al giorno d’oggi ed apprendere non è mai stato così semplice. Sapere e saper fare sono tuttavia opportunità che hanno un senso solo se applicate concretamente, ovvero come accade nell’artigianato realizzando prodotti o mettendo a disposizione importanti servizi», ha sottolineato il presidente di lvh.apa Confartigianato Imprese, Gert Lanz, aprendo l’assemblea. Un appuntamento nel corso del quale si è ribadita la necessità per le piccole imprese di essere pronte alle novità e di possedere la giusta flessibilità per adeguarsi alle nuove situazioni. Sono in fondo queste le doti che permettono ad oltre 14.000 imprese altoatesine di sopravvivere nell’odierno mercato. «Certo il tutto diventerà sempre più difficile se a Roma ci si continuerà ad incontrare precipitosamente di notte per realizzare delle leggi inadatte alle piccole realtà, o se anche a livello locale non si sfrutterà la libertà d’azione concessa per l’ottenimento di determinate condizioni generali», aggiunge Lanz, appellandosi alla politica e chiedendo condizioni generali accettabili tanto per le grandi quanto per le piccole realtà.
Anche il presidente della giunta provinciale Arno Kompatscher ha confermato come al momento si riscontri una mancanza di fiducia nella politica italiana ed ha sottolineato l’inaffidabilità della legislazione, una colpa da attribuire più ai funzionari pubblici che ai politici: «Per rendere l’economia italiana più competitiva non servono norme affrettate, bensì leggi sensate e ben ponderate. La giunta provinciale continuerà ad impegnarsi per ottenere condizioni base idonee alle realtà locali».
La conoscenza e le abilità esistenti nell’artigianato si riflettono in Alto Adige soprattutto nel campo della formazione professionale. Il giornalista economico svizzero Rudolph Strahm, relatore d’eccezione ospite dell’assemblea, ha avuto modo di spiegare i vantaggi del sistema formativo professionale integrato al mondo del lavoro. «La formazione duale ha la capacità di sviluppare la cosiddetta intelligenza pratica ed è dunque il modello più idoneo per insegnare in che modo applicare le proprie conoscenze. - ha dichiarato Strahm - Per spiegare il successo del sistema duale prendo come esempio la Svizzera, dove il 70% dei giovani decide di svolgere il percorso dell’apprendistato». Insieme alla Germania ed all’Austria, la Svizzera rappresenta il territorio Ue nel quale è possibile rinvenire la maggiore forza economica ed innovativa, la più elevata capacità di esportazione e la migliore efficienza economica.
Condizione base per questo successo è la permeabilità del sistema formativo. Una tematica sulla quale si sono confrontati anche i relatori della successiva tavola rotonda. Chiaro il concetto emerso: un adeguato collegamento tra il mondo scolastico e quello del laboratorio è imprescindibile per un’integrazione di successo sul mercato del lavoro, anche in questo caso con le adeguate condizioni generali.


