di Davide Pasquali

BOLZANO

In questa fase di recessione, occorre innovare, su tutto, compreso il rapporto fra istituti bancari, clientela, imprese e pubblica amministrazione. Lo si è spiegato ieri sera alla sala di via del Ronco, al terzo appuntamento 2012 dei Dialoghi sull’Innovazione, sostenuti dall’assessore Bizzo in attesa del primo Festival dell’Innovazione di settembre.

Banche e innovazione. Affrontare l’oggi guardando al domani, questa la ricetta. Come ha sintetizzato il moderatore della serata, il direttore dell’Alto Adige Alberto Faustini, «servono nuovi occhi, per guardare oltre e pure per guardarsi dentro, perché anche in provincia di Bolzano certe cose non funzionano più, almeno non come in passato». Fra queste, pure il rapporto fra clienti e banca, soprattutto fra banca e imprese. Per farlo ripartire occorre per forza innovare. «Dobbiamo mettere in sicurezza il nostro futuro, dare certezza e stabilità, in questo paese dove sembra ci siano solo macerie», ha introdotto l’assessore Roberto Bizzo. Carlo de Santis (Banca Generali) ha spiegato come a doversi adeguare siano in primis le banche, ma che innovare «non significa inserire un pc nel logo della banca. Non significa solo più tecnologia o più parole complicate con cui sommergere i clienti». Innovare è, per esempio, «creare nuovi prodotti destinati ai giovani, quelli della generazione dipinta dai media come quella: niente lavoro, niente reddito, niente risorse».

L’imprenditrice. «Dobbiamo aiutare i giovani a guardare al futuro, non continuando a rappresentarli come un problema», ha sostenuto l’ad di Tecnoclima Spa Ilaria Vescovi, già presidente di Assoimprenditori Trento. «Non dobbiamo chiederci cosa possiamo fare per loro, ma cosa loro possano fare per la società». Una rivoluzione copernicana serve alle banche e anche alle stesse imprese: «Che ora lamentano il difficile accesso al credito ma che forse, negli ultimi anni, avevano in parte sottovalutato la necessità di dover mantenere un assetto patrimoniale corretto. Troppo rischio, poca solidità, comprensibile che gli istituti bancari non concedano finanziamenti con tanta facilità».

Basta con i supermercati. Gli istituti bancari, come sostenuto dall’area manager Nord Est di Banca Generali Francesco Bovo, devono invertire la rotta, innovando più di tutti. «Intanto la qualità non passa più dallo sportello. Basta con le banche-supermercato». Si punti sul miglioramento dell’e-banking, sulla consulenza ad hoc, personalizzata.

Pubblica amministrazione. Il terzo attore, il pubblico, non deve mancare. Lo ha spiegato il ragioniere capo della Provincia, Eros Magnago. «In passato, all’inizio della crisi, abbiamo provato a collaborare, ma in quel caso le banche non furono innovative. Ora dobbiamo riprovarci. Le incontreremo nei prossimi giorni. Per uscire dalla recessione serve innovare con fantasia e coraggio, con maturità e onestà intellettuale, superando anche le difficoltà di comunicazione».

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