BOLZNAO. “Infrastrutture alpine oggi e domani: l’asse del Brennero”, questo il tema che l’altro giorno all'Università ha visto confrontarsi in termini assolutamente costruttivi e sereni – ben diverso il clima sarebbe stato in Val di Susa – le diverse e talvolta nettamente opposte posizioni sulle strategie da riservare alle modalità dei trasporti del futuro per merci e persone.

A medesimo tavolo Luca Filippi, vicesegretario della Camera di commercio, Martin Ausserhofer, direttore dell’osservatorio per la costruzione della galleria di base del Brennero, il sindaco di Campo di Trens Peter Faistnauer, Klaus Peter Dissinger, presidente del Dachverband für Natur und Umweltschutz ovvero la federazione dei protezionisti sudtirolesi e Claudio Campedelli del Comitato No Tav.

Coordinati da Evi Keifl i relatori hanno esposto le loro tesi pro e contro il costruendo tunnel ferroviario di base del Brennero e le prospettive di sviluppo dell'autostrada. Un elemento ha accomunato tutti: la necessità che gli oggettivi elementi inquinanti derivanti dal traffico merci e persone lungo l'asse del Brennero vadano in qualche misura posti sotto controllo per tutelare la qualità di vita delle popolazioni delle valli dell'Isarco e dell'Adige.

“Sono progetti che in prospettiva daranno tutti i loro benefici risultati – ha sottolineato Filippi riferendosi sia al Bbt che alla terza corsia dinamica su A22 – vuoi a favore dello sviluppo economico complessivo del territorio vuoi, di conseguenza, per tutte le popolazioni direttamente o indirettamente interessate”. Immediato contraltare da parte del No Tav Campedelli: “Il Bbt è un'opera che si basa su premesse progettuali e proiezioni di traffici totalmente sbagliati e che è destinata a non dare una vera soluzione alla domanda innegabile e imprescindibile di tutela della salute delle popolazioni locali. Urgente invece sarebbe equiparare i costi di transito sui valici alpini in modo da alleggerire la pressione sul Brennero e poi introdurre efficaci controlli su velocità e peso dei tir”.

“Siamo preoccupati per la salute dei nostri figli” ha invece sottolineato il sindaco Faistnauer, mentre Dissinger ha auspicato “l'incremento di consumi a chilometro 0 e politiche economiche che non privilegino come sempre solo il profitto degli autotrasportatori”. Ferma la difesa del progetto del tunnel di base del Brennero da parte di Ausserhofer che non ha mancato di tracciarne le caratteristiche tecniche, ma soprattutto le sue future modalità di utilizzo “che non mancheranno di avere dei positivi riflessi sia per il comparto economico sia per le popolazioni con il trasferimento di gran parte dei trasporti merci dalla gomma alla rotaia e renderà così il tunnel concorrenziale”.

Insomma un approfondimento delle posizioni in campo a tutto tondo anche se inevitabilmente “accademico” e se vogliamo “fuori tempo massimo” se si considera che la megaopera sotto il Brennero è già in avanzata fase di realizzazione dopo oltre un decennio di dibattiti e di sforzi europei per il suo finanziamento. (o.d.)

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